
Londra continua a guardare dall’alto il resto del mondo, almeno secondo il report della City of London Corporation, che per il quarto anno consecutivo la incorona come principale centro finanziario globale.
È una conferma che, nel bene e nel male, dice molto anche della natura della città: non è solo un mercato, è un ecosistema complesso, fatto di capitali liquidi, scambi transfrontalieri fluidi, tecnologia all’avanguardia e talenti di livello mondiale. La conferma arriva con un punteggio medio di 57, leggermente in calo rispetto al 58 dell’anno precedente, ma sufficiente a mantenere il primato.
Il report, indipendente e basato su cinque categorie – attività finanziaria, talento e competenze, ambiente normativo, infrastrutture per il business e ecosistema innovativo – mostra come Londra continui a essere una macchina potente, capace di attrarre e muovere risorse su scala globale. Eppure, proprio in questa forza risiede una sorta di rischio: quando sei in cima, ogni crepa diventa più visibile.
Gli autori del report non nascondono infatti alcune criticità che, se trascurate, potrebbero erodere la leadership della City. In particolare, viene evidenziata la velocità di internet, la più bassa tra i centri finanziari analizzati, un dettaglio che non è solo tecnico ma strategico, soprattutto in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale e la tecnologia sono sempre più centrali nel settore. Eppure il Regno Unito si posiziona terzo al mondo proprio per capacità tecnologica: è un paradosso che invita a riflettere sul fatto che anche le eccellenze possono essere messe in crisi da elementi “banali” ma essenziali, come la connettività.
Nel report emerge anche la necessità di migliorare la formazione dei dipendenti e di puntare con maggiore decisione sulle competenze digitali, un punto che suona come un avvertimento, ma anche come un’opportunità: Londra ha le risorse per restare davanti, ma deve aggiornare continuamente la propria “offerta” per non farsi superare.
Alle spalle di Londra, New York resta seconda con 53 punti e Singapore terza con 47, entrambi in leggero calo rispetto all’anno precedente, a conferma che la competizione globale è sempre più agguerrita. Chris Hayward, policy chairman della City of London Corporation, riassume la situazione ricordando che “l’offerta di mercati dei capitali avanzati, tecnologia innovativa e talenti di livello mondiale rende Londra la scelta numero uno per il business internazionale”, ma avverte anche che “non possiamo permetterci di diventare compiacenti”. Per mantenere il primato, secondo Hayward, serve un impegno coordinato tra governo, industria e regolatori, che rafforzi i punti di forza e porti a «progressi rapidi» sui punti deboli, perché la leadership non è un traguardo, ma un processo continuo.