
Nel primo trimestre 2026 il broker assicurativo Brown & Brown registra risultati in forte espansione sul piano dei ricavi, ma evidenzia una dinamica più debole sul fronte della crescita organica, un elemento che riflette le condizioni attuali del mercato e il peso crescente delle operazioni straordinarie nel settore dell’intermediazione assicurativa.
I ricavi complessivi salgono del 35,4% raggiungendo 1,9 miliardi di dollari (circa 1,75 miliardi di euro), sostenuti in larga parte dalle acquisizioni, mentre la componente organica resta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente, con un incremento limitato anche includendo le componenti variabili. In questo quadro, l’operazione da 9,8 miliardi di dollari (circa 9 miliardi di euro) per l’acquisizione di Accession Risk Management Group rappresenta il principale motore della crescita, contribuendo in modo determinante all’espansione del perimetro operativo e portando il gruppo a superare le 700 sedi e i 23.000 dipendenti, con l’integrazione di Risk Strategies nel segmento retail e la creazione di una nuova unità dedicata alla distribuzione specialistica attraverso One80 Intermediaries.
Sul piano della redditività, l’utile ante imposte cresce del 24,8% a 533 milioni di dollari (circa 490 milioni di euro), ma con un margine in contrazione rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto attribuibile alla società si attesta a 426 milioni di dollari (circa 392 milioni di euro), in aumento del 28,7%, accompagnato da un calo dell’utile per azione diluito e da un miglioramento della componente rettificata, che tiene conto degli effetti legati alle operazioni di acquisizione e integrazione. Le commissioni e gli onorari raggiungono 1,88 miliardi di dollari (circa 1,73 miliardi di euro), confermando il ruolo centrale delle attività core, ma senza evidenziare una spinta significativa dalla crescita interna. Il mercato ha reagito con cautela alla pubblicazione dei risultati, con una flessione del titolo e valutazioni che sottolineano il mancato allineamento rispetto alle attese sulla crescita organica.
Il confronto con i principali operatori evidenzia un divario sempre più marcato, con Marsh McLennan che registra una crescita organica del 4% nel trimestre e Aon che mantiene un ritmo superiore nel medio periodo, mentre Arthur J. Gallagher indica prospettive di crescita intorno al 5,5%, in un contesto in cui il rallentamento appare legato anche alla riduzione dei prezzi nel comparto property commerciale a livello globale. La dinamica dei tassi assicurativi, in calo in diverse aree, contribuisce a comprimere la crescita organica e rafforza il ricorso alle acquisizioni come leva strategica per sostenere i ricavi, una tendenza già evidenziata da analisi di mercato.