
La seconda edizione della ricerca realizzata da Zurich in collaborazione con SWG indaga in profondità come gli italiani percepiscano la longevità e quali timori o aspettative accompagnino l’allungamento della vita. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di oltre duemila persone tra i 18 e i 64 anni, analizza tre dimensioni centrali: la salute, la sostenibilità economica e il ruolo della protezione assicurativa.
È un osservatorio che fotografa un Paese consapevole dei cambiamenti demografici in corso, ma ancora incerto nel trasformare questa consapevolezza in scelte concrete.
Più di sei italiani su dieci dichiarano di apprezzare l’idea di vivere più a lungo, immaginando più tempo da dedicare agli affetti e alle proprie passioni. Tuttavia, questa apertura convive con timori profondi che cambiano a seconda delle generazioni. Baby Boomer e GenX temono soprattutto un futuro segnato da condizioni di salute precarie, mentre Millennial e GenZ guardano con preoccupazione all’ipotesi di un prolungamento della vita lavorativa. La longevità, dunque, non è percepita solo come un traguardo, ma come una trasformazione strutturale che incide su lavoro, welfare e risparmi.
In questo quadro, Renato Antonini, Amministratore Delegato di Zurich Investments Life, sottolinea come la sfida sia culturale oltre che economica: “La longevità va oltre il dato demografico e si configura come una trasformazione strutturale con impatti rilevanti su economia, lavoro e welfare. La sfida oggi è colmare la distanza tra consapevolezza e decisione, aiutando le persone a pianificare in modo continuo e lungimirante il proprio futuro”.
Una riflessione che si intreccia con un dato significativo: oltre il 72% degli italiani ritiene che il sistema pubblico faticherà a sostenere una popolazione sempre più anziana.
Tra le fragilità più sentite emerge con forza la non autosufficienza, che preoccupa l’84% degli intervistati. È un timore trasversale, che coinvolge tutte le generazioni e che si accompagna alla richiesta di servizi di assistenza più accessibili, soprattutto tra Baby Boomer e GenX. Accanto al bisogno di supporto pratico, cresce anche l’attenzione verso la dimensione emotiva: la GenZ indica il sostegno psicologico come una priorità, segno di una sensibilità nuova verso solitudine e fragilità.
Sul tema interviene Claudio Raimondi, Amministratore Delegato di Zurich 4Care, che evidenzia come il percorso culturale sia ancora in evoluzione: “Persistono barriere culturali che frenano la propensione degli italiani a considerare le soluzioni per la non autosufficienza. Con Zurich 4Care lavoriamo per superarle, rendendo queste coperture più accessibili e vicine alle esigenze reali delle persone”. Un impegno che punta a diffondere una cultura della protezione basata su mutualità e accessibilità.
Nonostante la crescente consapevolezza, molti italiani continuano a fare affidamento sui risparmi personali o sul sostegno pubblico in caso di perdita di autosufficienza. Tuttavia, oltre un quarto degli intervistati considera oggi le soluzioni assicurative come uno strumento utile per affrontare il futuro, con un interesse particolarmente marcato tra i più giovani. La GenZ si mostra più aperta a valutare polizze Vita, fondi pensione integrativi e coperture temporanee caso morte, mentre cresce l’attenzione verso le polizze Long-Term Care, pensate per garantire un supporto economico continuativo e un sostegno emotivo nelle fasi più delicate della vita.
La ricerca restituisce così l’immagine di un’Italia che riconosce le opportunità della longevità ma avverte con chiarezza anche le sue fragilità. La distanza tra consapevolezza e azione resta ampia, e proprio in questo spazio si colloca il ruolo del settore assicurativo, chiamato a costruire soluzioni capaci di accompagnare individui e famiglie lungo un percorso di vita sempre più complesso. Un percorso che richiede strumenti adeguati e una nuova cultura della protezione, in grado di sostenere una società che cambia e che guarda al futuro con un equilibrio sottile tra speranza e responsabilità.