
Il settore delle assicurazioni non conosce il lavoro precario. Riccardo Verità, direttore relazioni industriali di Ania, ha fatto il punto sulla situazione del lavoro nel mondo delle polizze in occasione del Salone del risparmio di Milano della scorsa settimana. Un’oasi felice fatta di assunzioni, formazione gratuita, possibilità di fare carriera.
“Il nostro settore – ha spiegato - conta circa 46mila dipendenti e ogni anno ci sono assunzioni. Fortunatamente, negli ultimi anni si è sempre mantenuta, in alcuni casi incrementata, l’occupazione. Quasi il 98% del personale ha un contratto a tempo indeterminato; non siamo tra quelli che alimentano il lavoro precario e tutte le persone che con noi entrano anche con strumenti di flessibilità, come contratti a tempo determinato, apprendistato o stage, normalmente vengono confermate a tempo indeterminato. Certo anche noi risentiamo della crisi, abbiamo ridotto il nostro numero di assunzioni che, comunque, nell’ultimo anno sono state 150 persone”. Il precariato non trova casa neanche nei call center delle assicurazioni. “Le persone che lavorano nei call center - sottolinea Riccardo Verità - sono dipendenti delle assicurazioni. Non solo. Nell’ambito del contratto nazionale, creammo un’area contrattuale proprio per gli operatori dei call center con retribuzioni leggermente più basse ma con la possibilità di assunzione.
Altro capitolo importante è quello della formazione. “Un aspetto molto importante”, sottolinea Verità. “Utilizziamo soprattutto i fondi della formazione finanziata. Negli ultimi 4 anni, le 170 compagnie che hanno fatto richiesta al “Fondo banche e assicurazioni” hannoricevuto finanziamenti per circa 24 milioni di euro utilizzati dalle compagnie a creare formazione all’interno delle aziende”.