
Secondo quanto emerso durante il convegno annuale del FERMA (Federation of European Risk Management Association) sono sempre di più le aziende che utilizzano società captive per la gestione dei rischi. L’aumento di società che decidono di trattenere i rischi all’interno del perimetro aziendale, potrebbe essere un’opportunità per le compagnie, piuttosto che un rischio. Almeno questo è il pensiero di Emmanuel Brulé, commercial president di AIG per l’area EMEA, che ha aggiunto:
“Sono diversi anni che facciamo business con le captive. Siamo benissimo in grado di lavorare con i clienti e i broker per trovare le soluzioni migliori per loro. Le captive sono un ottimo strumento per far bilanciare il premio complessivo con i rischi e il risultato, poiché tendono a trattenere i piccoli rischi di maggiore frequenza e trasferire al mercato i grandi rischi”.
Secondo Paul Greensmith, direttore di RSA, le captive hanno rappresentato una minaccia per gli assicuratori, ma anche un’opportunità: “Compaiono e scompaiono a seconda dei cicli economici. Abbiamo già vissuto periodi di cinque anni in cui tutti le utilizzano, per essere poi messe fuori servizio. Per i prossimi anni mi aspetto una crescita delle captive, perché le aziende tendono a diventare sempre più grandi. Per le compagnie sarà importante lavorare con le captive cercando di risolvere il punto critico legato al rischio di credito, per non rischiare di perdere una fetta di business.