
Fondiaria-Sai ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto consolidato di 323,9 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto alla perdita di 1,1 milioni del 30 settembre 2012. Un risultato raggiunto grazie al positivo andamento tecnico del settore Danni e agli effetti delle misure avviate alla fine dello scorso esercizio per la messa in efficienza della Compagnia passata sotto la gestione del Gruppo Unipol. La raccolta premi complessiva del lavoro diretto ammonta a 7,01 miliardi, in flessione del 3,2%. Il ramo danni ha segnato una raccolta pari a 4,19 miliardi (-10,7%), con un utile ante imposte di 449,9 milioni contro i 38 milioni dell’anno scorso. Il combined ratio migliora al 92,3% dal 101,6%, con un calo della loss ratio dal 78,6% al 68,4%. Nel vita la raccolta ha totalizzato 2,82 miliardi (+10,6%), trainata dalla bancassicurazione e l’utile ante imposte è salito a 182,2 milioni (da 74,5 milioni). Stabile l’andamento della raccolta per le compagnie operanti tramite i canali tradizionali, a riprova di una rinnovata fiducia nei confronti del Gruppo, accompagnata altresì dalla significativa riduzione del flusso di riscatti.
Il settore Vita rileva un utile prima delle imposte pari a 182,2 milioni di euro, in significativo incremento rispetto ai 74,5 milioni registrati al 30 settembre 2012. La situazione patrimoniale evidenza un margine di solvibilità pari a 1,3 volte i requisiti regolamentari, in miglioramento da 1,1 al 31 dicembre 2012. Nell’ambito della raccolta danni, i rami Auto hanno totalizzato premi per 2.759 milioni (-13,6%), di cui 2.398 milioni nella RC Auto (-13,5%) e 361 milioni nei Corpi di Veicoli Terrestri (-14,5%). Il risultato sconta gli effetti del proseguimento delle politiche di risanamento del portafoglio e del costante calo delle immatricolazioni. Alla contrazione della raccolta si contrappone per altro una riduzione delle denunce nei Rami Auto del 12,5%. La raccolta Non Auto si attesta a 1.439,6 milioni di euro (-4,4%). Nel settore immobiliare - precisa inoltre Fonsai - sono in fase di identificazione i cespiti destinati a essere ceduti o oggetto di operazioni volte a ottimizzarne la redditività nel corso del triennio, in linea con il piano al 2015. E’ inoltre in corso una razionalizzazione della struttura societaria e dei costi tramite la fusione di società immobiliari i cui scopi sociali sono venuti meno alla luce della nuova configurazione e strategia del Gruppo. Il risultato ante imposte del settore è negativo per 41,6 milioni. Negativo per 24,3 milioni poi il risultato del comparto “Altre Attività (settori finanziario, alberghiero o altri), ma in miglioramento rispetto ai -32,6 milioni dei primi nove mesi del 2012, che non comprendevano l’impatto di Atahotels - negativo per 13,9 milioni di euro - a suo tempo riclassificato tra le attività in corso di dismissione.