
Il costo dei disastri naturali ammonta a circa 200 miliardi di euro l’anno, quattro volte in più rispetto al 1980, secondo una ricerca effettuata dalla Banca Mondiale e presentata a margine della 19esima sessione della Conferenza sul Clima dell’ONU (Conference of the Party - Cop 19) in svolgimento a Varsavia.
Un incremento che riflette i cambiamenti climatici degli ultimi anni e l’aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi legato al riscaldamento del pianeta. Negli ultimi 30 anni il costo dei disastri naturali ammonta a circa 2,96 trilioni di euro, 2/3 dei quali causati da tempeste di grave entità, inondazioni e siccità che hanno provocato la morte di oltre 2,5 milioni di persone. Il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, ha detto che il tifone Haiyan, il più potente che abbia mai colpito le Filippine “ha riportato al centro dell’attenzione mondiale la gravità degli eventi meteorologici estremi che si stanno intensificando a causa dei cambiamenti climatici”. Eventi tragici come quelli delle Filippine “dimostrano che il mondo non può più permettersi di rimandare le azioni volte a ridurre le emissioni di Co2. È inoltre necessario aiutare i Paesi a prepararsi a vivere in un mondo dove i rischi legati ai disastri naturali sono molto più grandi rispetto al passato”.
Secondo gli studi della Banca Mondiale, il riscaldamento globale causato da un accumulo di gas serra, dovrebbe portare a un peggioramento della situazione, con inondazioni, fenomeni di siccità e depressioni sempre più distruttive. Gli impatti economici degli eventi naturali estremi sono in rapida crescita in quei Paesi considerati a medio-reddito a causa della crescente esposizione di beni di valore. Secondo il report della Banca Mondiale bisogna fare di più per sostenere le aree più vulnerabili ad adattarsi ai cambiamenti climatici e non farsi sorprendere dalle catastrofi.