
Quando due realtà complementari si incontrano, il risultato può superare la somma delle parti. È quanto accade con l’ingresso di Groupe Premium nel capitale di Grifo Group, un’operazione che non si limita a rafforzare due brand, ma che punta a costruire una piattaforma europea indipendente per la gestione assicurativa, previdenziale e patrimoniale.
“La nostra ambizione è chiara: diventare un leader di riferimento nel Wealth Management in Europa”, dichiara Olivier Farouz, presidente e fondatore di Groupe Premium, che con oltre 18 miliardi di euro di masse in gestione e 254 milioni di fatturato si posiziona tra i principali player francesi del settore.
L’Italia diventa così il primo tassello di un disegno strategico che mira a un mercato integrato, dove lacentralità del cliente, l’indipendenza e l’innovazione non sono slogan, ma pilastri operativi. Grifo Group, con oltre 1 miliardo di euro gestito e una rete di 500 Business Advisor, mantiene il proprio marchio e la propria autonomia, ma si apre a nuove prospettive.
“Continueremo a interagire con gli stessi clienti e partner, con la stessa qualità. La differenza è che saremo sostenuti da un gruppo in forte crescita e con grandi ambizioni internazionali”, afferma Bernardo Franchi, fondatore e guida del gruppo italiano, che entra nel comitato strategico di Groupe Premium a Parigi. L’operazione non è solo finanziaria: è culturale, sistemica, fondata su una visione condivisa che unisce radicamento territoriale e visione globale.
“È la combinazione ideale tra competenze locali e best practice internazionali”, prosegue Franchi, sottolineando come questa alleanza rappresenti anche un’opportunità di crescita per i professionisti del gruppo. In un contesto europeo sempre più orientato all’integrazione dei servizi finanziari, questa partnership si propone come modello replicabile, capace di offrire soluzioni su misura a una clientela che va dal mass affluent al private. «Insieme svilupperemo un modello unico», conclude Farouz, “che metta la forza comune al servizio dei cittadini e delle imprese”. Non è solo una fusione di capitali, ma una convergenza di visioni, che potrebbe ridefinire il futuro della gestione patrimoniale in Europa.