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Il 2025 del Buy Now Pay Later: l’anno in cui il “compro ora, pago dopo” è diventato una nuova normalità

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Giovedì, 22 Gennaio, 2026 - 09:21
Autore: Gillespie

Il Buy Now Pay Later non è più una curiosità da e‑commerce né un vezzo generazionale: nel 2025 è esploso, letteralmente.

L’analisi di Crif racconta un’Italia che, pur restando prudente, ha ormai integrato il pagamento dilazionato nelle proprie strategie quotidiane di gestione del reddito. Il dato che colpisce più di tutti è il +49,8% rispetto al 2024. Un balzo che non lascia spazio a interpretazioni: il “prima acquisto e poi pago” è entrato nelle abitudini degli italiani con una rapidità sorprendente.

La soglia media degli importi si abbassa, scendendo a 1.120 euro, l’11,6% in meno rispetto all’anno precedente. È un segnale chiaro: il BNPL non serve più solo per spese eccezionali, ma diventa un cuscinetto per sostenere il bilancio familiare. E non riguarda più solo i più giovani. La distribuzione per fasce d’età è quasi piatta: 23% tra i 25-34 anni, 22,3% tra i 35-44, 23,1% tra i 45-54. Una trasversalità che racconta più di mille analisi sociologiche.

Il vero scatto, però, arriva da settembre in avanti. Da quel mese la domanda cresce del 64,9%, poi accelera senza freni durante la stagione degli acquisti: +125,4% a novembre, +132,6% a dicembre. È evidente che il BNPL si è trasformato in uno strumento chiave per affrontare il periodo natalizio senza mettere sotto pressione il portafoglio.

Sul fronte dei finanziamenti tradizionali, il quadro è più sfumato. La domanda complessiva cresce appena dell’1,1%, ma il dato nasconde due dinamiche opposte: i prestiti personali salgono del 10%, mentre i finalizzati scendono del 7,5%. L’importo medio richiesto, invece, aumenta del 6,7% e arriva a 9.831 euro. A trainare sono soprattutto i prestiti finalizzati, che toccano i 7.450 euro (+12,4%), mentre i personali restano quasi fermi a 11.899 euro (+0,1%).

Un altro elemento che emerge con forza è la tendenza verso importi più contenuti: quasi un italiano su due richiede meno di 5.000 euro. Seguono gli scaglioni 10.000-20.000 euro (20,1%) e 5.000-10.000 euro (18,3%). Eppure, nonostante la modestia delle somme, la durata si allunga: il 34,2% dilaziona oltre i cinque anni, segno di una cautela crescente e della volontà di distribuire il peso delle rate nel tempo.

La prudenza si riflette anche nella durata dei prestiti finalizzati: il 70,5% resta sotto i tre anni. I prestiti personali, invece, si spostano nella fascia più lunga, con il 53,3% oltre i cinque anni. Una scelta che sembra rispondere alla necessità di mantenere sostenibile il carico mensile.

In questo scenario in trasformazione, la tecnologia gioca un ruolo decisivo. Simone Capecchi, executive director di CRIF, sottolinea come “la diffusione delle nuove tecnologie sta accelerando la trasformazione strutturale del settore. L’intelligenza artificiale, già al centro di questa evoluzione, permette risposte rapide e servizi personalizzati, ottimizzando i processi interni e favorendo l’onboarding dei clienti finali”. Ma Capecchi richiama anche l’attenzione sul fronte normativo, ricordando che “dobbiamo confrontarci con le nuove regole della direttiva sul credito ai consumatori, con possibili effetti sull’accessibilità al credito per le fasce più fragili”.

Il 2025, insomma, segna un punto di svolta. Il credito al consumo cambia pelle, spinto da nuove abitudini, nuove tecnologie e nuove esigenze. 

Tag: 
BNPL
CRIF

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