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Allianz Trade fotografa il rischio Paese nel 2026: resilienza in crescita, ma le imprese devono restare vigili

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Martedì, 17 Febbraio, 2026 - 07:09
Autore: Gillespie

Nel nuovo Country Risk Atlas 2026, Allianz Trade restituisce un quadro globale sorprendentemente più stabile rispetto alle attese, pur in un contesto internazionale attraversato da tensioni commerciali, incertezze geopolitiche e fragilità fiscali. L’analisi, che copre 83 economie pari al 94% del PIL mondiale, mostra un numero di upgrade quasi doppio rispetto ai downgrade: 36 Paesi migliorano il proprio profilo di rischio, mentre 14 registrano un peggioramento.

Il modello proprietario di Allianz Trade, aggiornato trimestralmente, integra 35 indicatori tra breve e medio termine, offrendo una lettura articolata delle condizioni economiche, politiche e di business. Come spiega Luca Moneta, Senior Economist for Emerging Markets di Allianz Trade, “i nostri rating forniscono un’analisi completa e indicazioni sull’ambiente economico, politico e di business, nonché sui fattori di sostenibilità che influenzano le dinamiche dei rischi di mancato pagamento per le imprese a livello macroeconomico”. Un approccio che, nelle intenzioni della società, aiuta i decision‑maker a orientarsi in un contesto sempre più volatile.

L’Italia si presenta al 2026 con un profilo migliorato. Il Paese ha ottenuto un upgrade a fine 2025, raggiungendo il rating A1, appena sotto la fascia più elevata. La crescita resta moderata, con un Pil previsto a +0,8% nel 2026 e +1,0% nel 2027, mentre l’inflazione scende verso l’1,5%. Il debito pubblico rimane alto, intorno al 135% del Pil, ma in fase di stabilizzazione. La riduzione degli spread e una maggiore disciplina fiscale contribuiscono a una percezione del rischio più favorevole, pur in presenza di nodi strutturali come la bassa produttività e la dipendenza energetica.

A livello globale, il miglioramento del rischio Paese nel 2025 è stato più marcato del previsto. Aylin Somersan Coqui, CEO di Allianz Trade, sottolinea come questa dinamica rifletta la capacità di adattamento dei sistemi economici: “nonostante un anno caratterizzato da forti tensioni commerciali e molteplici livelli di rischio, il country risk globale è migliorato nel 2025, con 35 rating oggetto di upgrade a fronte di soli 14 downgrade”. Tra le economie in miglioramento figurano Argentina, Ecuador, Italia, Spagna, Turchia, Ungheria e Vietnam.

Secondo Ana Boata, Head of Economic Research di Allianz Trade, il rafforzamento dei fondamentali macroeconomici ha giocato un ruolo decisivo: “nel 2025, gli upgrade sono stati guidati principalmente da fondamentali macroeconomici più solidi, supportati da politiche fiscali e monetarie più accomodanti”. Nei mercati emergenti, migliori condizioni finanziarie e valute più forti hanno permesso di ridurre le restrizioni sui movimenti di capitale, mentre nelle economie avanzate la stabilità politica e la disinflazione hanno sostenuto la resilienza, in particolare in Germania, Grecia, Italia e Spagna.

Tuttavia, il quadro non è privo di ombre. I downgrade, pur numericamente limitati, sono quasi triplicati rispetto al 2024 e coinvolgono economie di peso come Belgio, Francia e Stati Uniti. Un segnale che, per le imprese, il medio termine resta complesso. Somersan Coqui avverte che “la resilienza si amplia, ma cluster di rischio persistono in economie rilevanti”, ricordando come i Paesi in deterioramento rappresentino circa un terzo del PIL globale. L’economia mondiale, osserva, sta attraversando una fase di trasformazioni profonde — dall’intelligenza artificiale alla demografia, dal cambiamento climatico alla regolamentazione — che alimentano un’incertezza strutturale.

Per questo, conclude la CEO, “le imprese devono adottare un approccio selettivo, country‑by‑country, per espandere il business salvaguardando le proprie risorse”. Un invito a un risk management più granulare, capace di monitorare con continuità condizioni di trasferimento e convertibilità, traiettorie fiscali ed esposizioni commerciali, così da anticipare eventuali punti di rottura.

Il Country Risk Atlas 2026 conferma dunque un mondo che, pur mostrando segnali di stabilizzazione, richiede alle aziende una lettura sempre più fine dei rischi e delle opportunità. In un contesto globale in rapido mutamento, la capacità di interpretare correttamente il rischio Paese diventa un elemento strategico per competere e crescere.

Tag: 
Allianz Trade

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