
L’estate 2026 si profila più costosa per chi viaggia, con rincari che riguardano non solo i biglietti aerei ma anche i servizi accessori come i bagagli. «Anticipare la prenotazione consente di contenere i costi e assicurare la partenza» sottolineano gli analisti di Vamonos Vacanze, che attribuiscono la dinamica soprattutto all’aumento del carburante legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, fattore che sta già incidendo sui listini delle compagnie.
Secondo il tour operator, il prezzo del petrolio continua a riflettersi non solo sulle tariffe base ma anche sui servizi ancillari come bagagli e scelta del posto, oggi sempre più rilevanti nei ricavi del settore. Negli Stati Uniti si registrano già aumenti sui bagagli registrati, mentre in Europa il fenomeno potrebbe estendersi nei prossimi mesi, soprattutto in vista dell’alta stagione.
Le stime indicano per l’estate 2026 un aumento dei voli fino al 20%, con rincari più marcati sulle tratte a lungo raggio e nei periodi di maggiore domanda, a cui si sommano i costi dei servizi extra, in crescita anche oltre i 40 dollari per il bagaglio da stiva. In questo scenario, la prenotazione anticipata resta la leva principale per ottenere tariffe più contenute, mentre cresce l’interesse per i pacchetti organizzati, che offrono maggiore stabilità di prezzo e tutela in caso di cancellazioni.