
Il mercato assicurativo londinese si muove per sostenere la continuità dei flussi commerciali nelle aree a più alta tensione geopolitica, con Beazley che sta preparando il lancio di un nuovo consorzio di marine war capacity presso Lloyd’s, destinato a fornire fino a 1 miliardo di dollari di copertura aggiuntiva per navi e merci in transito nello Stretto di Hormuz, uno dei principali chokepoint globali per energia e commodities, in un contesto segnato dall’aumento dei premi assicurativi e dall’inasprimento del rischio guerra legato alle tensioni nell’area.
Il programma prevede una struttura bilanciata tra 500 milioni destinati alla copertura hull war e 500 milioni al cargo war, con una configurazione pensata per affiancare la capacità esistente del mercato e non sostituirla, mentre Beazley assume il ruolo di lead del consorzio insieme ad altri syndicates Lloyd’s e compagnie del mercato londinese, con apertura progressiva a capitali terzi scalabili per rispondere all’eventuale ulteriore incremento della domanda.
L’iniziativa si inserisce nello scenario di escalation che coinvolge l’Iran, con attacchi missilistici e con droni contro il traffico navale, attività di minamento e un aumento della pressione militare nell’area dello Stretto, elementi che hanno già prodotto deviazioni delle rotte commerciali e un allungamento dei percorsi alternativi, incidendo direttamente sulla logistica globale e sui costi di trasporto. In questo contesto, i premi per il war risk hanno registrato un aumento significativo, passando secondo gli analisti da frazioni di punto percentuale a livelli di diversi punti percentuali sul valore assicurato per le rotte più esposte, mentre alcune mutual e P&I club hanno ridotto o ritirato coperture per determinate esposizioni regionali, spostando ulteriore domanda verso il mercato specialistico dei Lloyd’s.
Beazley ha motivato il progetto come risposta a una “situazione complessa ed evolutiva nell’area dello Stretto di Hormuz”, sottolineando la necessità di garantire capacità aggiuntiva al settore marittimo in una fase di forte volatilità. Il CEO Adrian Cox ha dichiarato: “Questo consorzio dimostra l’agilità del mercato nel rispondere alle esigenze delle supply chain globali e siamo lieti di aver rapidamente messo a sistema le competenze del nostro mercato per fornire una soluzione altamente specialistica che contribuirà a mantenere attivo il commercio globale”. Dal canto suo Patrick Tiernan, CEO di Lloyd’s, ha evidenziato che “il modello Lloyd’s si dimostra al meglio quando capitale e competenze si allineano non solo per affrontare le pressioni immediate, ma anche per anticipare le esigenze future”.
La nuova facility sarà disponibile per navi e carichi in transito nello Stretto di Hormuz e sarà sottoscritta nel rispetto degli obblighi di compliance e delle sanzioni internazionali, con un’attenta valutazione delle strutture proprietarie, delle rotte e delle tipologie di carico. Il progetto si inserisce in un mercato in cui la guerra assicurativa marittima sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’assorbire gli shock geopolitici, con effetti diretti sui costi di trasporto e sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento energetiche globali, mentre il consorzio si configura come uno strumento di flessibilità per allocare capacità in un segmento ad alta volatilità e severità dei rischi.