
Nel dibattito parlamentare sul DL Fiscale, attualmente in votazione al Senato, si accende lo scontro attorno alla norma che ridefinisce il criterio di versamento dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) per le società di noleggio.
La misura stabilisce che il tributo debba essere corrisposto all’ente territoriale in cui l’impresa svolge la “gestione ordinaria in via principale” dell’attività, una formulazione che secondo gli operatori del settore apre a margini interpretativi rilevanti e potenzialmente conflittuali.
A intervenire con una posizione critica è ANIASA, che inquadra la disposizione come un passo indietro sul piano della semplificazione fiscale. L’associazione, che rappresenta il comparto della mobilità all’interno di Confindustria, sottolinea come l’impianto normativo rischi di produrre effetti distorsivi e un aumento del contenzioso amministrativo.
In una nota, ANIASA osserva: “misura miope sul piano fiscale che frena sviluppo e investimenti e contraria ai principi di modernizzazione e semplificazione”, posizione che evidenzia la preoccupazione per l’impatto sistemico della norma sul settore.
Il nodo centrale, secondo gli operatori, riguarda la definizione stessa di “gestione ordinaria”, considerata troppo ambigua per imprese caratterizzate da una presenza diffusa sul territorio nazionale e da strutture operative frammentate. Il riferimento agli uffici presenti in hub strategici come aeroporti e stazioni ferroviarie viene utilizzato per descrivere una realtà organizzativa difficilmente riconducibile a un unico centro decisionale territoriale.
Sul piano interpretativo, la norma appare inoltre in tensione con orientamenti già consolidati dell’Agenzia delle Entrate, oltre che con i principi richiamati dall’articolo 73 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). Le criticità si estendono anche al confronto con le linee guida dell’OCSE e con la giurisprudenza della Corte di Cassazione, richiamate per sottolineare la distanza del nuovo impianto rispetto ai principi di coerenza fiscale internazionale.
Le implicazioni non sarebbero soltanto interpretative. Secondo l’associazione, lo spostamento del gettito tra territori potrebbe alterare gli equilibri di finanza locale, penalizzando le aree in cui i veicoli circolano effettivamente e incidono sulle infrastrutture. In parallelo, viene paventata una nuova ondata di contenziosi, con precedenti già registrati in cui la pubblica amministrazione è risultata frequentemente soccombente.
Nel dibattito si inserisce anche una proposta alternativa avanzata da anni dal settore: la centralizzazione della riscossione dell’IPT per le società di noleggio, con successiva redistribuzione alle Regioni e alle Province secondo criteri oggettivi. Un modello che, secondo gli operatori, consentirebbe maggiore equilibrio e ridurrebbe le distorsioni territoriali, prendendo a riferimento esperienze già adottate in altri ordinamenti europei come Francia e Germania, dove sistemi di compensazione interterritoriale sono utilizzati per garantire maggiore uniformità fiscale.
Il confronto resta aperto mentre il provvedimento prosegue il suo iter parlamentare, con un equilibrio ancora instabile tra esigenze di gettito, semplificazione amministrativa e tenuta del sistema fiscale nei rapporti tra Stato e territori.