
Allianz, la prima compagnia assicurativa europea, ha chiuso il 2013 con un utile netto di 6 miliardi di euro, in crescita del 14,6% rispetto ai 5,2 miliardi dell’anno precedente. I ricavi consolidati stabiliscono il nuovo record di 110,8 miliardi (+4,1%) sui 106,4 miliardi del 2012.
Il dato sui ricavi consolidati raggiunti nel 2013 da Allianz è leggermente migliore della stima degli analisti che era di 110,3 miliardi mentre quello sull'utile netto annuo è in linea con il consensus che era di 5,99 miliardi. Al netto degli effetti valutari e di consolidamento, l’incremento dei ricavi è del 4,7%. In aumento anche il numero di clienti in tutto il mondo che oggi superano gli 83 milioni di unità.
Allianz prevede di poter chiudere il 2014 con un utile operativo “di 10 miliardi, con un margine di errore di 500 milioni in più o in meno”. E’ quanto stima Michael Diekmann, ceo della compagnia, nella nota sui risultati nel 2013 chiusi con un generale miglioramento del bilancio consolidato e con un dividendo in aumento del 18% a 5,3 euro per azione. “In uno scenario politico ed economico difficile, Allianz è riuscita nel 2013 a realizzare un buon risultato - commenta Diekmann nella nota - e vogliamo mantenere questi livelli anche quest’anno”. Lo scenario si conferma “difficile anche quest’anno - dice ancora Diekmann - ma la nostra performance a tutt'oggi dimostra che siamo ben posizionati con la nostra strategia su tre segmenti”.
La raccolta premi lorda nel ramo danni è diminuita nel 2013 dello 0,7% a 46,6 miliardi (46,9 miliardi un anno prima) ma, al netto degli effetti di recenti ristrutturazioni, in particolare negli Usa, la crescita interna del segmento è pari al 2,5%. L’utile operativo nel ramo danni è aumentato l’anno scorso del 14,2% a 5,3 miliardi (4,6 miliardi nel 2012) grazie a un risultato tecnico positivo e malgrado maggiori risarcimenti a seguito di catastrofi naturali e un minore risultato di investimento. Le catastrofi naturali hanno contribuito per 2,9 punti percentuali alla quota sinistri nel 2013 contro 1,7 punti l’anno prima. Il mercato italiano, grazie a uno scenario positivo in termini di prezzo e di sinistri ha contribuito al risultato. La raccolta premi nel ramo vita e salute è aumentata l'anno scorso dell’8,5% a 56,8 miliardi (da 52,3 miliardi nel 2012) con una crescita interna del 9,1% al netto di effetti valutari e di consolidamento. Il mercato italiano, si sottolinea nella nota, ha registrato “una forte crescita” nel segmento soprattutto grazie al nuovo prodotto, indicizzato su un fondo Progetto Reddito che ha raccolto premi per 1,3 miliardi. Bene anche la Spagna (+14% la raccolta premi) malgrado un mercato complessivamente in calo. I minori margini negli investimenti finanziari, si legge ancora nella nota, sono stati il motivo principale del calo dell’utile operativo nel ramo vita e salute (-8% annuo a 2,7 miliardi da 2,9 miliardi un anno prima). “Dovremo convivere ancora a lungo con bassi tassi di interesse”, commenta il direttore finanziario, Dieter Wemmer, nella nota, dicendosi, tuttavia, “fiducioso” per il futuro “sulla base dei nuovi prodotti e dell'aumento della nuova attività”.