
Una strategia articolata, ambiziosa e costruita su più direttrici di sviluppo. Il nuovo piano industriale quinquennale “Lead for impact” di CNP Assurances segna un cambio di passo deciso, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la crescita in tutte le linee di business, sia sul mercato domestico sia oltre confine. La compagnia, controllata al 100% da La Banque Postale, punta a un’evoluzione profonda che combina riorganizzazione interna, innovazione tecnologica e rilancio commerciale.
A delineare la traiettoria con il quotidiano Le Tribune è Marie-Aude Thépaut, Ceo del gruppo CNP Assurances, che sottolinea come il piano non si limiti a obiettivi economici ma coinvolga anche la struttura culturale dell’azienda: “una trasformazione culturale dell'impresa”, sostenuta dall’adozione diffusa di strumenti di intelligenza artificiale e da una maggiore apertura internazionale.
I fondamentali restano solidi. Nel 2025 il gruppo ha registrato un fatturato di 39 miliardi di euro, con una forte concentrazione in Francia (68%), accompagnato da una raccolta record nel segmento del risparmio e da un utile netto di 1,5 miliardi. Tuttavia, il contesto competitivo impone una revisione delle leve di sviluppo. Il progressivo ridimensionamento del business legato all’ex partner BPCE, che pesa ancora per il 12% dei ricavi ma è in calo, e la fine della storica collaborazione con UniCredit, contribuiscono a ridefinire le priorità strategiche.
In questo scenario, la diversificazione dei canali distributivi diventa centrale. La compagnia intende evolvere il proprio modello B2BC, storicamente legato al mondo bancario, ampliando il perimetro dei partner. “Il modello B2BC è la nostra firma, ma vogliamo diversificare il “B””, osserva la direttrice generale, indicando chiaramente la volontà di coinvolgere nuovi attori, inclusi quelli digitali.
Il rafforzamento dei rapporti con i distributori esistenti rappresenta un ulteriore pilastro. In particolare, il gruppo mira a valorizzare il ruolo dei broker nel segmento della protezione e ad ampliare la presenza presso i consulenti in gestione patrimoniale, facendo leva su competenze consolidate nel segmento alto di gamma e su piattaforme dedicate come Alysés. Parallelamente, resta ampio il margine di sviluppo all’interno della base clienti di La Banque Postale, dove il tasso di penetrazione assicurativa è ancora inferiore rispetto ai concorrenti.
La strategia commerciale si accompagna a un rafforzamento operativo. Il gruppo prevede nuove assunzioni mirate, con un focus su figure commerciali e specialistiche in ambito tecnologico, per sostenere una rete composta da circa 300 partner e ampliare l’offerta di prodotti e servizi.
Accanto alla crescita organica, emerge con chiarezza anche la direttrice della crescita esterna, soprattutto sui mercati internazionali. L’America Latina rappresenta un’area chiave, con il Brasile già presidio rilevante. L’acquisizione del 40% della società Embracon ha consolidato la posizione nel segmento del “consorcio”, mentre il Messico è osservato con particolare attenzione, come dimostra anche l’ingresso nel consiglio di amministrazione di Enrique Luis Castillo Sánchez Mejorada.
Non manca l’interesse per l’Europa, sebbene le condizioni di mercato rendano le operazioni più complesse. “Ogni tipo di acquisizione può essere interessante, ma bisogna attendere che i grandi gruppi bancari si muovano”, afferma Thépaut, lasciando intendere che le opportunità potrebbero emergere in una fase successiva del ciclo.
A sostenere questa strategia c’è una solidità patrimoniale significativa: con un ratio di solvibilità pari al 256%, il gruppo dispone di risorse nell’ordine di diversi miliardi di euro per finanziare il proprio sviluppo, mantenendo al contempo una visione di lungo periodo che punta a rafforzare la presenza internazionale e a riequilibrare il portafoglio verso rami come danni, salute e protezione.
In un settore attraversato da trasformazioni profonde, CNP Assurances sceglie quindi una linea di espansione ampia e articolata, dove la crescita non è affidata a una sola leva ma a un insieme coordinato di iniziative. Il risultato atteso è un gruppo più diversificato, meno dipendente da singoli partner e maggiormente integrato nei mercati globali, con una capacità rafforzata di adattarsi a uno scenario in continua evoluzione.