Salta al contenuto principale
Home
  • Home
  • Notizie
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Brokers
    • Carriere
    • Comunicazioni aziende
    • Nuovi prodotti
    • Riassicurazione
    • Risk Management
    • Studi e ricerche
  • Insurtech
  • Interviste
  • Brokers
  • Annuario ASEFIBrokers
  • Contatti

Coface: studio sul comportamento di pagamento delle imprese in Cina

Facebook Like Share on Facebook Tweet Widget Linkedin Share Button

Mercoledì, 6 Giugno, 2012 - 06:40
Autore: Gillespie

Coface ha pubblicato la nona edizione dello studio sul comportamento di pagamento domestico delle imprese cinesi, condotto tra ottobre e dicembre 2011, intervistando oltre 1300 imprese di differenti settori e con differente status giuridico.

Malgrado il rallentamento dell’attività nel 2011, in un contesto di assenza di stimoli fiscali, di inasprimento della politica monetaria e di rallentamento della domanda esterna, il comportamento di pagamento delle imprese cinesi è rimasto nel complesso soddisfacente con vendite a credito in forte aumento. Tuttavia i problemi di liquidità, la concorrenza e il difficile accesso al credito per le PMI, principale causa dei ritardi di pagamento nel 2011, continueranno a pesare sulla salute delle imprese anche nel 2012. Le misure di rilancio budgettario potrebbero attenuare i rischi economici e sostenere l’attività.

Il 90% delle imprese cinesi ricorre alle vendite a credito. A seguito della crisi del 2008, la vendita a credito è diventata la principale fonte di finanziamento delle imprese in Cina. Le imprese che ne hanno fatto ricorso nel 2011 sono il 90%, contro il 65% rispetto a 4 anni fa. Questo fenomeno può essere attribuito sia alla crescente concorrenza (per il 53% delle imprese intervistate) sia alla necessità di aumentare il rapporto fiduciario coi partner (per il 23,5%). Sono poche le imprese costrette a proporre dilazioni di pagamento a causa dei problemi di liquidità dei loro clienti (il 17% nel 2011 contro il 25% nel 2010).

Se la vendita a credito fosse più diffusa, i termini di pagamento si contrarrebbero nel 2011. Circa il 75% delle transazioni sono negoziate a 60 giorni (o meno), fattore che permette di mitigare il rischio, mentre le transazioni a 90 giorni (o più) sono sempre più rare e riguardano principalmente specifici contratti.

Una delle conseguenze logiche dello sviluppo delle vendite a dilazione è che le imprese cinesi sono più spesso vittime dei ritardi di pagamento da parte dei loro acquirenti locali, dato che rappresenta ormai il 79% contro il 67,4% del 2010. Occorre tuttavia notare che nel 2008 oltre il 90% delle imprese ha registrato ritardi di pagamento.

D’altro canto, i ritardi di pagamento sono meno lunghi. Solo il 10% dei ritardi supera i 90 giorni dalla data definita di pagamento. Il 36,5% delle fatture sono pagate entro i 30 giorni successivi, dato in costante miglioramento dal 2008.

Tre i settori vulnerabili che si distinguono per un’evoluzione diversa dall’andamento globale l’edilizia, l’acciaio e il tessile, dove i ritardi di pagamento sono superiori ai 60 giorni. Anche il settore dell’energia solare è da tenere sotto osservazione, a causa della sovraccapacità e sovrapproduzione di nuove energie. Si tratta di un mercato in pieno sviluppo, nonostante i bassi consumi sul mercato domestico a causa dei prezzi troppo elevati e dalla pressoché assente politica di sovvenzionamento governativo.

Come lo scorso anno, la principale causa di questi ritardi di pagamento resta la difficile situazione finanziaria dei clienti, rilevata dal 63% degli intervistati, unita a problemi di liquidità, di concorrenza e di mancato accesso a finanziamenti esterni.

Incertezze 2012: le imprese e le difficoltà di accesso al credito

Nel 2012, la crescita cinese potrebbe continuare a rallentare e si dovrebbe attestare all’8% nell’arco dell’anno. Secondo l’esperienza di Coface, in Cina l’accesso al credito bancario è sempre più limitato per le imprese del settore privato e in particolare per le PMI. I risultati dello studio lo confermano: per un terzo delle imprese intervistate il principale pericolo nel 2012 viene visto nel mancato accesso al credito.

In effetti, i crediti bancari saranno convogliati principalmente sulle imprese pubbliche (60% dei crediti sono allocati alle imprese statali e alle autorità locali), le PMI dovranno fare ricorso a fonti di finanziamento alternative, come le « shadow banking ». Questo mercato informale del credito si è diffuso come risultato della distorsione del mercato del credito generato dalla situazione attuale del settore finanziario cinese, ma resta particolarmente fragile. I fallimenti registrati l’ottobre scorso a Wenzhou si sono propagati rapidamente a tutti i settori, aggravando la situazione delle imprese.

Articoli correlati

Attualità, Studi e ricerche
Il settore assicurativo alla prova dell’intelligenza artificiale: chi innova guadagna sei volte di più
Giovedì, 7 Agosto, 2025 - 07:44
Attualità, Studi e ricerche
Come le tensioni geopolitiche e i dazi ridefiniscono il settore edile globale. L’Italia tra i Paesi europei più esposti, secondo QBE
Mercoledì, 6 Agosto, 2025 - 07:26
Attualità, Studi e ricerche
L'AI rivoluzionerà le assicurazioni entro il 2035
Giovedì, 31 Luglio, 2025 - 08:49

Broker in evidenza

  • SIB SOCIETA' ITALIANA BROKERS CATTANEO ASSICURAZIONI DI VINCENZO CATTANEO & C
  • CIS BROKER
  • PULSAR RISK
  • HOWDEN
  • ASSIMEDICI
  • B&S italia
  • MAG
  • ASSURANCE BROKERAGE MANAGEMENT

Interviste

  • Consulbrokers, il modello inclusivo che sta rivoluzionando il mercato italiano del brokeraggio
  • Union Brokers cresce e rilancia: “Valorizziamo l’indipendenza dei piccoli broker”

Asefi Brokers

A.SE.FI. Editoriale Srl
Via dell’Aprica, 8 - 20158 Milano
Tel. 02-66802277
Partita IVA: 06559580151

Informazioni e pubblicità: info@asefibrokers.com

Informativa Privacy e Cookie Policy

Credits

Categorie

  • Approfondimenti
  • Appuntamenti
  • Attualità
  • Brokers
  • Carriere
  • Comunicazioni aziende
  • Nuovi prodotti
  • Riassicurazione
  • Risk Management

Social Network

Linkedin
Aggiungi Asefibrokers.com al tuo feedreader