
L’acquisizione di IGB Insurance Gold Brokers da parte di Consulbrokers Spa segna un passaggio che va oltre la semplice integrazione societaria: racconta l’incontro tra due realtà che, pur avendo camminato a lungo su strade parallele, oggi scelgono di unire visioni, competenze e radici territoriali.
A Milano, il 22 gennaio 2026, Consulbrokers — forte di oltre trentacinque anni di esperienza — ha annunciato l’ingresso di IGB nel proprio perimetro, consolidando così un percorso di crescita avviato nel 2024 dopo l’ingresso nel capitale del fondo internazionale J.C. Flowers & Co tramite OneItalia Alliance. Una scelta che non sorprende chi segue da vicino il settore: la volontà di rafforzare la presenza sul territorio e acquisire competenze specialistiche, soprattutto nel comparto sanitario, era già chiara da tempo. IGB, con la sua storia profondamente radicata nel Sud Italia e una specializzazione riconosciuta nella responsabilità civile professionale sanitaria, rappresenta un tassello naturale in questa strategia.
La conferma di Angelo Coviello nel ruolo di amministratore delegato di IGB — oltre alla responsabilità per la sanità campana in Consulbrokers — è un segnale forte di continuità e di fiducia. Non è un dettaglio da poco: in un mercato spesso scosso da cambiamenti repentini, la stabilità delle figure chiave resta un valore. Lo sottolinea anche Marco Amato, responsabile M&A di OneItalia, che definisce l’operazione “un passaggio storico per il mercato del brokeraggio assicurativo italiano, e più particolarmente, campano”. Amato evidenzia come due competitor di lunga data abbiano scelto di condividere una visione comune, puntando non solo ai numeri ma alla valorizzazione delle eccellenze professionali e delle identità territoriali. Parole che trovano eco nelle dichiarazioni di Coviello, che parla dell’ingresso nel gruppo come “una tappa ineludibile per chi, come noi di IGB, ha sempre anticipato e colto i mutamenti di mercato”. E aggiunge un riferimento personale, quasi affettuoso, all’antica conoscenza con Alfredo Amato, oggi parte del nuovo percorso condiviso: un dettaglio che restituisce umanità a un’operazione industriale complessa.