
“La gestione dei portafogli finanziari, tra sostenibilità e ricerca della performance” è il titolo del libro mandato alle stampe da Andrea Turrini Vita, Paolo Ceccherini ed Alessia D’Imperio per svelare il modo in cui il mondo della finanza affronta la rivoluzione green. Nel libro si analizzano i segnali di un processo di cambiamento che investe società ed economia, evidenziando come l’interpretazione di questi mutamenti, sia cruciale anche nella gestione degli investimenti.
Tre i fattori chiave che spingono verso la “nuova economia verde”.
Alla base di tutto gli accordi di Parigi del 2015 e la determinazione con cui l’Unione Europea ha posto il Green Deal come strumento fondamentale per la ripresa post pandemia e come timone delle politiche comunitarie e nazionali per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.
C’è poi l’aspetto etico sottolineato dalle encicliche “Laudato si’” e “Fratelli tutti” di Papa Francesco, utilizzate come mezzo di sensibilizzazione globale sulle emergenze ambientali e sociali. Infine, la rivoluzione della conoscenza, intesa come capacità di “misurare meglio” e individuare i “costi nascosti” dei processi produttivi. La corretta identificazione del valore generato da un’attività economica diventa fondamentale per conoscere il valore creato nel lungo periodo e non il profitto contabilizzato nel momento.
Quando si fa riferimento agli investimenti sostenibili e responsabili, ci si chiede spesso se il perseguimento di uno scopo etico comporti un sacrificio in termini di performance. Quello che il libro cerca di mettere in luce è che gli strumenti ESG conducono a risultati più apprezzabili sul piano di rischio/rendimento, ed inoltre rispondono ad un principio più alto che riconosce il cambiamento necessario nei sistemi economici e sociali, guidato da una reazione ineluttabile alle catastrofi naturali e sociali che di giorno in giorno ci colpiscono.