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Intervista esclusiva a Carlo Coletta, Socio e Board Member di LexCapital

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Venerdì, 26 Giugno, 2026 - 07:09
Autore: Gillespie

ASEFIBrokers intervista Carlo Coletta, Socio e Board Member di LexCapital, legal tech, il cui obiettivo è adattare il modello anglosassone del Third Party Litigation Funding al contesto italiano.

LexCapital opera in un segmento ancora poco esplorato nel mercato italiano, il run-off dei sinistri long tail. Come nasce l’idea di applicare il Reverse Litigation Funding alla gestione dei portafogli assicurativi, e qual era il problema concreto che volevate risolvere?

Il settore del run-off è complesso e assai delicato per le imprese assicurative. Nella sua accezione più ampia, il run-off comprende l’insieme delle passività assicurative, relative a portafogli attivi o meno e rappresentate nei conti tecnici delle imprese attraverso le riserve sinistri e gli oneri di solvibilità. Particolarmente onerosi ed impegnativi sono i sinistri long-tail, come ad esempio quelli dei rami di responsabilità civile, che richiedono numerosi anni per essere chiusi e sono normalmente legati a contenziosi legali di lunga durata. Il protrarsi dei contenziosi, dovuto in massima parte alla nota lentezza del nostro sistema giudiziario, implica elevati costi operativi e finanziari per le imprese, non necessariamente compensati, a chiusura dei sinistri, da sentenze favorevoli o da soddisfacenti soluzioni transattive. Nell’analisi dei contenziosi aperti, i professionisti che li gestiscono, dai claims managers ai legali interni ed esterni di impresa, non hanno sinora potuto disporre di strumenti di valutazione obiettiva di quello che noi chiamiamo il rischio legale: le probabilità di vittoria o soccombenza, la durata e i costi attesi della resistenza in giudizio, i fattori critici che influenzano l’esito positivo dei singoli casi, insomma la convenzienza effettiva di tenere il contenzioso aperto.

LexCapital, un litigation funder con un anima legal/insurtech, ha creato soluzioni che chiamiamo di Reverse Litigation Funding, perché poste al servizio delle parti convenute in un giudizio civile, come le imprese assicuratrici e appositamente tailorizzate per queste ultime. Al centro di queste soluzioni il nostro strumento di giustizia predittiva RischioLegale®, per la valutazione del rischio legale su base matematico-statistica e con impiego di intelligenza artificiale.

I numeri del vostro primo case history parlano di 181 posizioni gestite, con oltre il 56% delle proposte trasmesse alla compagnia mandate a buon fine. Cosa si nasconde dietro queste percentuali in termini di lavoro operativo e dove si concentrano le maggiori difficoltà?

Attraverso una valutazione analitica e obiettiva del rischio legale, abbiamo potuto supportare l’impresa nella chiusura veloce di un elevato numero di posizioni tra quelle non meritevoli di ulteriore impiego di risorse. L’analisi matematico-statistica e l’intelligenza artificiale costituiscono strumenti per accentuare l’efficiacia delle decisioni strategiche sui sinistri, rimanendo centrali l’esperienza e le capacità dei professionisti coinvolti. Un elemento di complessità è sicuramente la distanza tra gli accantonamenti a riserva fatti dall’impresa e le aspettative di controparte. Un ruolo importante, mostrato dall’alta percentuale di successo, è comunque svolto anche dal fattore novità introdotto dall’intervento di LexCapital nella dinamica negoziale tra le parti.

RischioLegale® è uno degli asset centrali del vostro modello. Cosa riesce a fare questo strumento che un claims manager tradizionale, per quanto esperto, non può fare da solo?

L’introduzione di una valutazione per così dire “quantitativa” del rischio legale attraverso l’omonima piattaforma legaltech, fatta a monte per comprendere più intimamente l’efficienza di un portafoglio di sinistri in contenzioso, consente all’impresa di potenziare i propri processi decisionali, individuando i casi pendenti distruttivi di valore e definendo le proprie priorità operative e finanziarie.

RischioLegale® permette alla Compagnia di ottenere informazioni statistiche e analisi quantitative utili alla definizione delle strategie e delle scelte processuali, a beneficio, altresì, della valutazione dei rischi connessi ai contenziosi e, in maniera complementare, offre informazioni che possono essere integrate con le analisi qualitative interne. Grazie a questo strumento, inoltre, la Compagnia può disporre di popolazioni di dati più ampie rispetto a quelle interne.

Esiste un disallineamento strutturale tra gli operatori internazionali di riassicurazione e le compagnie italiane. Quanto pesa, nella pratica, la specificità del sistema giudiziario nazionale e come lo gestite quando lavorate su portafogli con tribunali competenti molto diversi tra loro?

La cessione di liabilities long tail in riassicurazione risulta agevolata da una più efficiente valutazione dei rischi assunti e, in questo senso, giovano una tendenziale maggiore rapidità della giustizia e una forte cultura transattiva nei mercati locali. Il sistema giudiziario italiano ha le sue peculiarità che incidono su durata, esiti dei contenziosi e sui costi complessivi determinati da spese tecniche, legali e di soccombenza. Questi fattori creano incertezze nella valutazione cross-border dei rischi riassicurativi e anche sul pricing delle operazioni di run-off, dalle riassicurazioni retrospettive ai trasferimenti di portafoglio, che sono notoriamente rare nel mercato italiano.

Il vostro modello di remunerazione è legato al vantaggio economico prodotto per la compagnia. È un allineamento di interessi che sulla carta sembra virtuoso, ma come si gestisce concretamente il rapporto con il cliente quando una proposta transattiva viene declinata, come è accaduto per il 34% dei casi?

Laddove non ci sono accordi diversi, il nostro modello di business si basa sul successo dell’attività transattiva: se la proposta viene declinata da controparte non riceviamo nessuna remunerazione. Tra le nostre soluzioni, proponiamo alle imprese anche l’anticipo da parte nostra della liquidazione alla controparte alle condizioni preconcordate, attraverso l’acquisto della res litigiosa e la successiva chiusura della posizione. Le nostre soluzioni sono mirate in sintesi a consentire l’individuazione più efficiente dei contenziosi non-performing da chiudere, sollevando le imprese dagli oneri gestionali sino al successo finale. Si tratta di opportunità uniche per il mercato assicurativo italiano.

Avete tracciato un parallelo tra il run-off assicurativo e la cessione degli NPL nel sistema bancario. È un’analogia illuminante, ma anche controversa: quali sono i limiti di questo paragone, e cosa rende il vostro mercato strutturalmente diverso?

Il parallelo con il mercato degli NPL è utile per comprendere come anche nel settore assicurativo possano svilupparsi soluzioni innovative di gestione di attività e passività caratterizzate da elevata complessità e da lunghi tempi di realizzo. Tuttavia, l’analogia presenta limiti significativi. Mentre gli NPL hanno ad oggetto crediti certi, ancorché deteriorati, nel run-off assicurativo il valore è incorporato in passività potenziali e in contenziosi il cui esito rimane, per definizione, aleatorio. Ciò richiede competenze profondamente diverse e una capacità di valutazione integrata, di natura legale, finanziaria e attuariale. È proprio questa dimensione intrinsecamente probabilistica del rischio che rende il mercato assicurativo strutturalmente diverso e apre la strada a modelli innovativi, quali il Reverse Litigation Funding e gli strumenti di Giustizia Predittiva, orientati non tanto alla cessione del rischio quanto alla sua gestione attiva e alla progressiva ottimizzazione delle esposizioni. Tali strumenti consentono a LexCapital di sviluppare un modello operativo distintivo e complementare rispetto alle soluzioni tradizionalmente adottate nella gestione del run-off assicurativo.

Il MedMal è notoriamente uno dei rami più complessi tra riserve sottostimate, contenziosi lunghi, perizie difficili. Cosa cambia nell’approccio negoziale rispetto ad altri rami di RC professionale?

Nei settori RC ove il danno interessa direttamente la persona, anzitutto, l’importanza suprema del bene coinvolto e la connessa componente emotiva per le parti è tendenzialmente rilevante. Nel MedMal, alla quantificazione del danno, si aggiungono complessità particolari, quali la natura dei soggetti responsabili, dalle strutture sanitarie pubbliche o private al personale medico coinvolto, i profili gestionali del danno nelle diverse realtà coinvolte e l’elevata rilevanza sociale del danno alla salute. La nostra esperienza diretta dimostra che l’intervento di un soggetto nuovo nel confronto negoziale agevola significativamente il processo transattivo e l’accelerazione delle liquidazioni, a beneficio di tutte le parti coinvolte.

Guardando ai prossimi due o tre anni: il mercato italiano è pronto ad accogliere questo tipo di servizi su scala più ampia, o c’è ancora una resistenza culturale da parte delle compagnie verso l’outsourcing della gestione dei sinistri in contenzioso?

Credo che l’adozione di soluzioni che consentano di ridurre gli oneri gestionali e di rendere più efficiente l’assorbimento di capitale determinato dalle passività tecniche costituisca un aspetto di grande interesse per le imprese. Gli stessi litigation funders, d’altra parte, stanno focalizzando l’attenzione sul mercato assicurativo italiano per le ampie opportunità offerte dalla raccolta di contenziosi attivi in contrapposizione con le imprese. Questi sviluppi, insieme a numerosi altri fattori, spingono inevitabilmente le imprese ad accentuare il proprio approccio proattivo al run-off management. Il supporto offerto da LexCapital al servizio dell’industria assicurativa ai processi decisionali e allo smontamento di contenziosi complessi, che aggiunge efficacia senza trasferire portafogli o segmenti della filiera produttiva, costituisce un’opportunità unica per le imprese in questa direzione. 

Tag: 
LexCapital
Legal Tech
Rischi legali

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