
Dal forum di Cernobbio il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato che il 25 settembre, in occasione di un vertice sul settore automobilistico promosso dall'Ungheria, chiederà ai Paesi Ue di anticipare alla prima parte del 2025 la revisione sullo stop alla produzione di veicoli endotermici entro il 2035, prevista inizialmente per il 2026 nell'ambito del Green Deal dell'UE.
Urso ha fatto sapere che porterà la proposta il giorno successivo anche al consiglio dell'UE sulla competitività.
L’allarme del ministro è per “un collasso dell’industria dell’auto che non può sostenere il rischio imposto senza adeguate risorse e investimenti pubblici”. L’urgenza di un cambio di rotta è poi sottolineata dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini in queste ore: “Lo stop al motore endotermico al 2035 è un problema, rischiamo 70mila persone – dice-Si deve cambiare la normativa velocissimamente entro novembre per salvaguardare la neutralità tecnologica e il know how dei Paesi”.
Urso ha poi precisato che “il processo del green deal prevede una clausola di revisione entro la fine del 2026, ma chiunque conosca il sistema produttivo sa che gli investimenti si fanno se c'è certezza. Se si vogliono mantenere tempi stringenti occorre sostenere l'industria con imponenti risorse pubbliche europee, con un piano tipo Pnrr per l'automotive e comunque la tempistica deve essere adeguata alla sostenibilità economica produttiva e sociale del nostro Paese”.