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La FED aumenta i tassi, e ora?

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Martedì, 22 Dicembre, 2015 - 08:55
Autore: Gillespie

Senza particolari sorprese, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha annunciato il rialzo dei tassi di 25 punti base.

Dall’ultimo meeting del FOMC di settembre, i mercati si sono calmati e hanno registrato anche solide performance: i timori legati alla Cina sembrano ora un po’ esagerati e l’economia americana ha continuato a registrare una crescita modesta dell’occupazione – unita ad alcuni segnali di pressione sui salari e sull’inflazione. Questi fattori hanno dato alla Federal Reserve americana la spinta necessaria per effettuare l’annuncio di ieri.

E ora? Secondo gli esperti di Russell Investments i mercati sembrano aver già anticipato un aumento dei tassi e averlo prezzato nelle ultime settimane, anche nel rally di novembre in attesa di un rialzo. Tale rally era un segno che l’indecisione della Fed stesse alimentando la volatilità. Ora Russell Investments si attende che le società più sensibili ai tassi, come le utility e i Real Estate Investment Trusts (REIT) possano avere qualche impatto negativo. Anche i mercati emergenti potranno subire qualche contraccolpo data la loro sensibilità ai tassi americani; inoltre, tassi statunitensi più alti tendono ad attrarre capitali. Tuttavia, ci sono alcuni segnali che mostrano come questi mercati abbiano già parzialmente prezzato un rialzo a lungo anticipato. Anche in ottobre, alcuni banchieri centrali dei mercati emergenti in occasione di una conferenza dell’FMI avevano sollecitato la Fed a procedere sulla strada di un rialzo.

Mentre ci accingiamo a entrare nel 2016, la domanda principale è se la Fed metterà un freno o accelererà il rialzo. È più probabile che la Fed assuma un approccio cauto.

Il Presidente della Fed Janet Yellen ha svelato chiaramente le sue intenzioni a novembre in uno scambio di lettere con il noto avvocato Ralph Nader. In esso, ha illustrato la propria opinione secondo cui rialzi dei tassi eccessivamente aggressivi possono rallentare l’attuale crescita economica, costringendo a un rapido ritorno ai tassi vicini allo zero visti negli ultimi sette anni.

La natura pressoché debole della crescita economica - i dati sulla disoccupazione americana al 5% non prendono in considerazione i cosiddetti lavoratori scoraggiati o quelli che lavorano part-time e vorrebbero lavorare a tempo pieno - conferma la view della Yellen. Russell Investments prevede quindi, quattro leggeri aumenti dei tassi durante il prossimo anno, piuttosto che aumenti molto rapidi o tagli dei tassi.

Un dollaro forte continuerà a pesare sui profitti delle società multinazionali e manifatturiere che si basato molto sulle esportazioni. Ciò, unito a tassi di interesse più alti, induce ad avere maggior convinzione sui mercati azionari europei, dove la Banca Centrale Europea all’inizio del mese ha comunicato un pacchetto di politiche volte ad aiutare a migliorare la crescita.

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