
Sequestri di navi, sanzioni sul petrolio, tensioni diplomatiche che rischiano di propagarsi oltre i confini nazionali: gli ultimi sviluppi in Venezuela hanno riportato al centro dell’attenzione degli assicuratori i cosiddetti rischi geopolitici estremi, eventi rari ma potenzialmente in grado di produrre effetti rilevanti sui portafogli del settore.
Lo scrive il quotidiano francese Les Échos, spiegando che pur essendo storicamente un mercato marginale per molti operatori internazionali, il Paese sudamericano è oggi osservato speciale perché, come segnalano gli analisti dell’agenzia di rating Morningstar DBRS, “la situazione attuale è preoccupante» e «potrebbe perturbare i corridoi di trasporto regionali e le rotte commerciali coperte dagli assicuratori globali”. Secondo gli stessi analisti, “questa situazione mostra come un rischio geopolitico, inizialmente specifico di un Paese, possa trasformarsi in un’esposizione regionale e in un rischio sistemico”, con implicazioni che vanno ben oltre il perimetro venezuelano. A risultare più esposte sono alcune linee specialistiche particolarmente sensibili agli shock geopolitici, come l’assicurazione marittima, l’aviation e l’assicurazione credito, ambiti caratterizzati da una forte volatilità dei risultati e dalla possibilità che le perdite si accumulino rapidamente.
Nel caso del ramo marittimo, l’attenzione è massima dopo che gli Stati Uniti, determinati a contrastare l’export di petrolio venezuelano, hanno recentemente preso il controllo di due petroliere: gli assicuratori temono danni collaterali o il rischio che navi commerciali possano diventare bersagli, con un effetto di diffusione del rischio su tutta l’area dei Caraibi.
L’aviazione è coinvolta in modo più indiretto, ma non meno significativo, attraverso possibili restrizioni operative e regolamentari: il 3 gennaio l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) ha raccomandato alle compagnie di evitare il sorvolo del Venezuela, ritenendo elevato il rischio di errori di calcolo o di identificazione da parte delle unità di difesa aerea venezuelane, uno scenario che potrebbe tradursi in numerosi voli cancellati o deviati. A cascata, anche l’assicurazione viaggio rischia di subire contraccolpi, poiché, come sottolinea Morningstar, “le richieste di indennizzo per annullamento del viaggio o per soluzioni di alloggio possono verificarsi a seguito di sospensioni dei voli o modifiche degli itinerari, soprattutto se le perturbazioni persistono o si ripetono”. Gli analisti di Morningstar DBRS avvertono che “anche un’escalation regionale contenuta può avere effetti sproporzionati sulla performance della sottoscrizione e sull’appetito per il rischio”, pur escludendo che l’attuale situazione rappresenti una minaccia sistemica per l’intero settore assicurativo.
Gli assicuratori potrebbero reagire all’aumento dell’incertezza con un rialzo dei prezzi, mentre broker e multinazionali stanno già rivedendo l’esposizione a violenza politica, rischi finanziari e instabilità nel continente americano. Secondo Srdjan Todorovic, responsabile globale delle soluzioni contro la violenza politica e gli ambienti ostili di Allianz Commercial, il segnale degli Stati Uniti sta cambiando la percezione del rischio in tutta l’America Latina, coinvolgendo anche Paesi come Panama e Colombia. In parallelo, la riassicurazione resta un nodo delicato: Lloyd’s continua a offrire capacità internazionale sui rischi venezuelani, ma sanzioni ed esclusioni possono complicare la gestione dei sinistri e aumentare il rischio di contenziosi.