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Tempesta Fern, la bolletta da quasi sette miliardi che fa tremare le assicurazioni americane

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Mercoledì, 4 Febbraio, 2026 - 09:57
Autore: Gillespie

Quando l’Artico decide di scendere fino al Texas, i conti non tornano mai. Karen Clark and Company, una delle società di modellazione del rischio catastrofale più rispettate negli Stati Uniti, ha messo nero su bianco quello che il settore assicurativo temeva: la tempesta invernale Fern costerà 6,7 miliardi di dollari in danni assicurati. 

La stima di KCC, elaborata attraverso il modello ad alta risoluzione per le tempeste invernali, tiene conto dei danni a immobili residenziali, commerciali e industriali causati dal gelo, dalla neve, dal ghiaccio e dal vento. Più di trenta stati americani sono stati colpiti, ma quello che ha fatto davvero la differenza non è stata tanto la neve quanto il freddo estremo e, soprattutto, la pioggia congelante che ha trasformato intere aree in una lastra di ghiaccio.

Tutto è cominciato il 23 gennaio, quando una massa d’aria artica ha deciso di spostarsi verso sud, portando temperature glaciali nelle Grandi Pianure e nel Midwest. Poi è arrivata Fern, una depressione che si è formata proprio al confine tra quest’aria gelida e l’aria calda e umida proveniente dal Golfo del Messico. Il risultato? Un disastro annunciato. L’aria calda ha letteralmente sovrastato quella artica più densa, e da questo incontro impossibile è nata una combinazione micidiale di nevischio e pioggia congelante che si è abbattuta dal Texas fino alle Caroline.

KCC ha documentato accumuli di ghiaccio impressionanti: almeno un pollice, oltre due centimetri e mezzo, nel nord-ovest dell’Alabama, nel nord della Louisiana, nel nord del Mississippi e in Oklahoma. Poi, il 24 e 25 gennaio, Fern si è spostata verso nordest, scaricando neve pesante lungo tutto il suo percorso, dall’Arkansas fino al Maine, mentre continuava a riversare pioggia congelante sulle Caroline e sugli stati del Mid-Atlantic.

Ma il vero problema, secondo gli analisti di KCC, non è stata nemmeno la neve. È stato il gelo. “Il sotto-pericolo più significativo per Fern è stato il congelamento, seguito da neve e ghiaccio, con i danni da gelo aggravati dalla pioggia congelante che ha portato all’accumulo di ghiaccio”, hanno spiegato. Il ghiaccio ha abbattuto alberi e linee elettriche, provocando blackout diffusi dal Texas orientale fino al Kentucky, senza risparmiare il sud del New Mexico.

I blackout più severi si sono concentrati tra Louisiana, Mississippi e Tennessee occidentale, innescando il meccanismo che fa esplodere i costi: senza corrente, le tubature scoppiano e il gelo devasta impianti e strutture. In Texas la situazione è stata persino peggiore, con Austin, San Antonio e Houston che hanno toccato temperature mai registrate prima, provocando danni enormi in un’area dove le costruzioni non sono progettate per quel tipo di freddo.

Le prime stime, quelle di Aon che parlava di perdite oltre il miliardo definendo Fern “storica”, o di BMS che prevedeva centinaia di milioni, si sono rivelate troppo ottimistiche. Adesso il settore assicurativo americano deve fare i conti con una realtà più amara: se una singola tempesta invernale può costare quasi sette miliardi, cosa succederà quando eventi del genere diventeranno la norma?

Tag: 
Cambiamenti climatici
USA

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