Cambiamenti climatici
La Corte dei conti introduce anche per il 2026 un impianto organizzativo dedicato alla gestione delle ondate di calore, con un’estensione del lavoro agile nelle giornate caratterizzate da condizioni climatiche estreme, riferisce Radiocor.
L’ultima ondata di caldo ha trasformato molte città europee in spazi sospesi, con strade vuote, scuole chiuse ed eventi annullati. Un quadro che richiama i mesi della pandemia, ma con una causa diversa: temperature mai registrate prima in Francia, Regno Unito, Svizzera e Germania. Il fenomeno, ormai ricorrente, sta assumendo una dimensione economica sempre più rilevante.
A Piacenza si è tenuto l’incontro “Territorio e comunità da proteggere – Scenari, rischi e soluzioni”, promosso da Net Insurance insieme a Banca di Piacenza, con l’obiettivo di approfondire il nuovo obbligo assicurativo sui rischi catastrofali e il più ampio quadro di trasformazione legato ai cambiamenti climatici.
Il cambiamento climatico sta modificando in modo strutturale le dinamiche delle grandi città asiatiche. A Tokyo, il caso di Ueno Park viene utilizzato come esempio concreto per analizzare impatti ambientali, economici e infrastrutturali legati agli eventi meteorologici estremi.
Le emissioni dei data center per l’intelligenza artificiale si rivelano enormemente più alte di quanto stimato fino a pochi mesi fa. A riportare la notizia è un articolo del Corriere della Sera, che spiega come il Dipartimento per la Scienza, l'Innovazione e la Tecnologia del Regno Unito abbia rivisto le proprie proiezioni sulle emissioni di gas serra legate all'AI, passando da una stima di 0,25 megatonnellate di CO2 a una nuova cifra di almeno 34 MtCO2 nell'arco del decennio fino al 2035.
Il corridoio del Reno, una delle aree economiche più rilevanti d’Europa e snodo fondamentale per il trasporto fluviale e la produzione industriale, si trova sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico.
Il cambiamento climatico non è più un tema futuribile, ma una realtà che trasforma profondamente il mercato assicurativo, scrive il quotidiano spagnolo Expansión.
Quando l’Artico decide di scendere fino al Texas, i conti non tornano mai. Karen Clark and Company, una delle società di modellazione del rischio catastrofale più rispettate negli Stati Uniti, ha messo nero su bianco quello che il settore assicurativo temeva: la tempesta invernale Fern costerà 6,7 miliardi di dollari in danni assicurati.
Il cambio di paradigma è già in atto, ma spesso lo si percepisce solo quando un evento meteorologico “locale” si trasforma in un blocco globale.
Fa tappa a Lucca, con il patrocinio del Comune e della Regione Toscana e in collaborazione con Confindustria Toscana Nord, il ciclo di incontri di AXA Italia dedicato alla prevenzione dei rischi climatici.
Il nuovo rapporto globale AXA evidenzia “climate fatigue”, frammentazione sociale e la necessità di soluzioni preventive e olistiche per affrontare rischi sempre più interconnessi.
Gli assicuratori di tutto il mondo stanno suonando un campanello d’allarme: le città si trovano sempre più esposte ai rischi climatici, mentre gli investimenti in resilienza non tengono il passo, aprendo scenari preoccupanti sul fronte della protezione e dell’assicurabilità. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Under Pressure, Overdue: The Portfolio Approach and Financing Cities for Resilience”, pubblicato dal Resilient Cities Network in collaborazione con Tokio Marine Group.
A Palazzo Labia, nel cuore di Venezia, prende forma la quarta edizione della Dolomite Conference – Venice Edition, un appuntamento che si conferma come laboratorio di idee e snodo strategico per ripensare la governance globale del cambiamento climatico e della sostenibilità. Dal 16 al 18 ottobre, l’Isola di San Servolo ospiterà esperti, studenti, aziende e istituzioni in un dialogo internazionale e intergenerazionale, con l’ambizione di influenzare concretamente i lavori della COP30 di Belém.
In un mondo in cui gli eventi climatici estremi stanno diventando la nuova normalità, le imprese sembrano ancora lontane dal considerare l’accesso all’assicurazione come leva principale per investire in strategie di adattamento.
Ammonta a 152 miliardi di dollari il nuovo, spaventoso, conto da pagare dagli assicuratori per i disastri provocati dal clima. Una cifra record, che le compagnie dovranno ora mettere in conto di perdere ogni singolo anno a causa di uragani, alluvioni, incendi e tempeste sempre più violenti.