
Lunedì 25 novembre si è svolta a Treviso la terza tappa del ciclo di incontri dedicati al territorio, organizzati da AXA Italia, dal titolo “Cambiamenti Climatici. Prevenire e mitigare il rischio – AXA incontra il territorio”.
Con il Patrocinio di ANIA e del Comune di Treviso, l’iniziativa prosegue con l’obiettivo di diffondere una sempre maggiore consapevolezza su un tema centrale per il futuro della società.
In un Paese caratterizzato da una vulnerabilità strutturale che lo rende tra i più fragili d’Europa – con quasi il 95% dei comuni a rischio frane, alluvioni/erosione costiera e oltre l’80% delle abitazioni civili esposte ad un livello di rischiomedio-alto, si innescano anche gli effetti dirompenti del cambiamento climatico, con un trend in crescita delle catastrofi naturali, aumentate da inizio 2023 del 16% (378 eventi meteorologici estremi in un anno) e costi pari a oltre 16 miliardi di euro (+22% vs 2022), un record a livello europeo.
Chiara Soldano, Ceo del gruppo assicurativo di AXA Italia: “Di fronte ad eventi metereologici estremi sempre più frequenti, vogliamo portare una risposta costruttiva che vada oltre la gestione dell’emergenza, favorendo una gestione proattiva dei rischi. Come assicuratori siamo chiamati più di altri a farlo per continuare a svolgere il nostro ruolo che è non solo economico, ma anche sociale”.
In questo nuovo appuntamento, AXA ha scelto ancora una volta di mettere a disposizione la propria expertise nella comprensione di questi fenomeni, presentando un focus scientifico sul grado di rischiosità futuro della regione Veneto, grazie al coinvolgimento di AXA Climate, società del Gruppo che vede impegnati un team di 20 PhD esperti in scienza e climatologia e data scientist per la gestione della mole di dati.
Al centro della ricerca, 4 ambiti di rischio prioritari per la regione: temperature estreme, inondazioni, erosione costiera e stress idrico.
Sulle temperature, i modelli di AXA Climate prevedono un aumento sostanziale del numero di giorni in cui le temperature percepite all’ombra supereranno i 40°C, specie nella parte meridionale della regione: in particolare, ad esempio, l’area occidentale di Rovigo vedrà un aumento medio di 15-20 giorni critici all'anno.
La maggior parte delle grandi città del Veneto registrerà comunque un aumento significativo del numero di giorni all'anno con temperature superiori a 30 e 35 gradi all’ombra entro il 2050. Per Treviso, le previsioni al 2050 vedono un aumento di 14 giorni con temperature superiori a 35 gradi.
Sulle inondazioni, particolarmente impattata risulta la parte meridionale della regione, con livelli di inondazione previsti nel 2050 che potrebbero superare i 4 metri nella zona del Parco del Delta del Po. Per Treviso, le analisi prevedono possibili inondazioni con altezze variabili tra 70 cm e 2,10 m nel 2050, a seconda della zona della città.
Le proiezioni ottenute sull'erosione costiera mostrano due aree particolarmente critiche: Bibione, con potenziali arretramenti della costa fino a 371 m al 2050 e Caorle, dove l'arretramento potrebbe raggiungere i 140 m.
Sullo stress idrico, infine, oltre al Parco del Delta del Po, risulta a rischio al 2080 l’area del bacino idrografico che attraversa le province di Vincenza e Padova.
In questo contesto di grande complessità, misure di adattamento ben progettate giocano un ruolo cruciale, per limitare i danni e aiutare la regione ad adeguarsi e a mantenere la sua attrattività economica e le sue attività.
AXA ha voluto in particolare porre l’attenzione su possibili azioni di prevenzione e mitigazione di questi rischi: da misure in ottica di sensibilizzazione o di revisione dei piani di emergenza e di business continuity, fino a potenziali misure di adattamento delle infrastrutture e delle attività aziendali.