
Nel 2025, i cosiddetti pericoli secondari – dagli incendi boschivi alle violente tempeste convettive fino alle inondazioni – hanno contribuito per il 92% alle perdite assicurate globali legate a catastrofi naturali, raggiungendo un ammontare complessivo di 107 miliardi di dollari.
È un record, che conferma come la crescita demografica, l’incremento del valore dei beni e i costi di ricostruzione continuino ad aumentare l’esposizione e le perdite assicurate nel tempo.
È quanto emerge dallo Swiss Re Institute che evidenzia come eventi localizzati possano avere effetti globali. Gli incendi boschivi di Los Angeles hanno generato perdite assicurate di circa 40 miliardi di dollari, il livello più alto mai registrato. Le violente tempeste convettive hanno aggiunto 51 miliardi di dollari, collocando il 2025 come il terzo anno più costoso di sempre per questo tipo di eventi, dopo il 2023 e il 2024, mentre le perdite da inondazioni, a 3,4 miliardi di dollari, sono rimaste sotto la media quinquennale.
Balz Grollimund, Head Catastrophe Perils di Swiss Re, ha sottolineato: “Le perdite dovute a catastrofi naturali inferiori alla media registrate nel 2025 sono il risultato di un mix favorevole piuttosto che di un’attenuazione del rischio sottostante. Se le perdite tornassero ai normali livelli di lungo periodo, nel 2026 ammonterebbero a 148 miliardi di dollari. Secondo il nostro modello di scenario di perdite massime, le perdite assicurate potrebbero addirittura salire a circa 320 miliardi di dollari nel 2026. Con il continuo aumento dell’esposizione al rischio, la tendenza al rialzo delle perdite assicurate è strutturale ed è fondamentale identificare i fattori alla base di questo fenomeno per gestire e ridurre i rischi prima che si verifichino le perdite”.
Il CEO Property & Casualty Reinsurance, Urs Baertschi, ha aggiunto: “Uno scenario di perdite massime potrebbe generare più del doppio delle recenti perdite annuali assicurate per catastrofi naturali e superare i 300 miliardi di dollari. Una maggiore consapevolezza dei rischi, l’adattamento e la mitigazione, insieme a un’adeguata copertura assicurativa e riassicurativa, svolgono un ruolo fondamentale nel rendere la società resiliente. La protezione dai picchi di rischio passa per l’assorbimento di eventi a bassa frequenza e alta gravità che possono trasformare rapidamente un anno tranquillo in un anno di perdite record”.
A livello geografico, gli incendi boschivi in Nord America hanno visto perdite assicurate crescere a un tasso annuo del 14%, mentre in Europa le violente tempeste convettive rappresentano oltre la metà della crescita, con un incremento stimato del 10% annuo.
In Asia le inondazioni dominano le perdite legate ai pericoli secondari, mentre in Oceania vi è una distribuzione più equilibrata tra tempeste convettive e inondazioni. Tuttavia, l’esposizione da sola non spiega più la velocità di crescita delle perdite: l’intensificazione dei pericoli e l’evoluzione della vulnerabilità diventano determinanti.
In Nord America, stagioni degli incendi più lunghe e mutamenti nei regimi delle precipitazioni aggravano il rischio; in Europa, la crescita delle perdite non è spiegabile solo dall’esposizione, suggerendo cambiamenti nella natura stessa delle tempeste.
Le perdite economiche globali causate dalle catastrofi naturali nel 2025 sono state pari a 220 miliardi di dollari, di cui circa il 49% era assicurato, la quota più alta mai registrata da Sigma. Jérôme Jean Haegeli, responsabile dello Swiss Re Institute e capo economista del gruppo, ha osservato: “La maggior parte della crescita a lungo termine delle perdite deriva da una semplice realtà: vengono costruiti immobili di maggior valore in zone a rischio e i costi di ricostruzione sono aumentati. Allo stesso tempo, l’analisi del sigma suggerisce che per alcuni pericoli e regioni, i rischi e la vulnerabilità stanno evolvendo più rapidamente di quanto suggerirebbe la sola esposizione. Pertanto, misure di adattamento e mitigazione del rischio sostenibili e ben strutturate sono sempre più decisive per mantenere l’assicurazione sostenibile e accessibile e per ridurre il divario di protezione globale rappresentato dalla sottoassicurazione”.
Il caso italiano mette in luce la persistenza del divario tra perdite economiche e copertura assicurativa. Brian Lynch Wade, Senior Underwriter P&C Italy di Swiss Re, ha dichiarato: “Nonostante i gravi incendi boschivi, nel 2025 le perdite assicurate in Italia sono state contenute, mettendo in evidenza un divario tra perdite economiche e copertura assicurativa – che rimane un punto debole per l’Italia. Affrontare questo problema richiede un approccio sistemico, fondato anche su meccanismi pubblico-privati. In questo contesto, l’obbligo di assicurazione contro le catastrofi naturali segna un importante passo avanti, rafforzando la protezione contro alcuni dei rischi di catastrofi naturali più critici in Italia, quali terremoti, alluvioni e frane, e consentendo al settore assicurativo e riassicurativo di svolgere un ruolo chiave nel rafforzare la resilienza dell’Italia”.