
In Alta Badia prende forma un modello evoluto di inclusione che intreccia turismo, sport e responsabilità sociale, con il progetto Hol4All promosso dalla Fondazione Allianz UMANA MENTE che consolida il proprio percorso nel 2026 coinvolgendo famiglie con bambini e ragazzi affetti da disabilità complesse o malattie rare, in un contesto strutturato capace di generare impatti concreti sia sul benessere delle persone sia sul sistema territoriale.
A Corvara, dove si è svolta la prima sessione dell’anno, la presenza di Chiara Mazzel, campionessa paralimpica di sci alpino, e di Kristian Ghedina, ex campione azzurro e figura storica della discesa libera italiana, ha rafforzato il valore simbolico e operativo di un’iniziativa che negli anni ha superato la dimensione sperimentale.
Dal 2021 il progetto ha registrato una crescita progressiva, arrivando a coinvolgere oltre duecento famiglie e centinaia di giovani con disabilità, mentre nel solo 2025 sono state attivate più sessioni con il supporto di volontari, professionisti sanitari ed educatori, delineando un modello organizzativo integrato che combina assistenza qualificata e attività esperienziali; l’edizione 2026 segna una tappa significativa, non solo per i numeri ma per la capacità di incidere sul territorio, come evidenzia Maurizio Devescovi, Direttore Generale di Allianz S.p.A. e Presidente della Fondazione Allianz UMANA MENTE, secondo cui “è con orgoglio che celebriamo i primi cinque anni di Hol4All, un progetto che nel tempo ha dimostrato di poter generare un impatto reale sulla vita delle famiglie e sui territori che ci ospitano. In questi anni abbiamo accompagnato centinaia di persone in esperienze inclusive, contribuendo allo stesso tempo a costruire competenze, servizi e una cultura dell’accessibilità sempre più diffusa. Hol4All oggi non è solo una vacanza: è un modello di inclusione che crea valore nel lungo periodo”.
L’iniziativa si distingue per l’approccio sistemico che coinvolge l’intera filiera dell’accoglienza, dalla formazione dei maestri di sci all’introduzione di ausili tecnologici per rendere accessibili discipline come sci e snowboard, fino all’integrazione delle strutture ricettive, elementi che hanno contribuito a trasformare progressivamente l’Alta Badia in una destinazione più inclusiva; in questo contesto, il numero di maestri specializzati è cresciuto sensibilmente grazie alla collaborazione con la Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici, mentre nuove attrezzature dedicate ampliano le possibilità di partecipazione attiva.
L’impatto del progetto si estende al sistema turistico locale, favorendo maggiore accessibilità, formazione e sviluppo di competenze, come evidenzia Andy Varallo, Presidente del Consorzio Impianti a Fune Alta Badia, secondo cui “il progetto Hol4All ha avuto un impatto concreto sul territorio, rendendo il comprensorio più accessibile e inclusivo”.
Anche il settore alberghiero contribuisce a questa evoluzione, con strutture più preparate e consapevoli, come sottolinea Maria Debellini, Vicepresidente e COO di TH Resorts: “Abbiamo compiuto un passo importante verso un’accoglienza più inclusiva, grazie a personale più formato e attento alle esigenze delle famiglie”.
Una trasformazione che si inserisce in una visione più ampia del turismo come leva di cambiamento, come osserva Michil Costa, fondatore della Fondazione Casa Costa: “Il turismo diventa rigenerativo quando rende l’accessibilità concreta e duratura”.