
Il mercato del credito in Italia continua a mostrare segnali di rafforzamento, con una dinamica positiva sia sul fronte dei finanziamenti a famiglie e imprese sia sul versante dei tassi d’interesse. È quanto emerge dall’ultimo rapporto mensile dell’ABI, che fotografa un sistema bancario in progressiva stabilizzazione dopo le fasi di rialzo dei tassi degli anni precedenti.
A marzo 2026 i prestiti complessivi a famiglie e imprese risultano in crescita del 2,4% su base annua, in accelerazione rispetto al mese precedente. Il trend positivo prosegue con continuità: per le famiglie si tratta del quindicesimo mese consecutivo di incremento, mentre per le imprese la crescita si estende per il nono mese consecutivo.
Sul piano dei tassi, il quadro evidenzia una sostanziale stabilità con lievi riduzioni in alcuni comparti. Il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese scende al 3,26%, mentre quello sui mutui per l’acquisto di abitazioni si riduce al 3,36%, entrambi in flessione rispetto al mese precedente e significativamente inferiori ai livelli registrati alla fine del 2023. Il tasso medio complessivo sui prestiti rimane invece stabile al 3,98%.
Un ulteriore elemento riguarda la raccolta bancaria, che continua a crescere. I depositi aumentano del 2,7% su base annua, mentre la componente a medio e lungo termine legata alle obbligazioni registra un incremento dell’1,5%. In crescita anche la raccolta indiretta, che evidenzia un aumento significativo degli investimenti in titoli detenuti presso gli istituti di credito.
Sul fronte della remunerazione del risparmio, il tasso medio sui depositi vincolati si mantiene al 2,09%, un livello superiore alla media dell’area euro, mentre quello sui conti correnti resta contenuto allo 0,28%, confermando la natura non remunerativa di questa forma di liquidità.
Migliora anche la qualità del credito. I crediti deteriorati netti delle banche si attestano a 27,6 miliardi di euro, in ulteriore riduzione rispetto ai mesi precedenti e in forte calo rispetto ai livelli del 2015. Il rapporto tra crediti deteriorati e totale dei finanziamenti scende così all’1,32%, segnalando un sistema bancario più solido e meno esposto al rischio.
Nel complesso, il quadro delineato dall’ABI restituisce l’immagine di un settore creditizio in fase espansiva ma prudente, con condizioni di accesso al credito più favorevoli rispetto agli anni recenti e una progressiva normalizzazione delle dinamiche bancarie.