
Il rinvio al 16 luglio dell’obbligo di Rc per i monopattini elettrici riaccende il confronto sui costi assicurativi e sulla sostenibilità della mobilità urbana. Lo slittamento, deciso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo le sollecitazioni di ANIA, servirà a completare il sistema di identificazione dei mezzi attraverso il nuovo contrassegno obbligatorio.
Nel dibattito entra anche il tema dell’equità tariffaria. Nell’analisi firmata da Antonio Coppola emerge il timore che i monopattini possano subire le stesse distorsioni già presenti nel mercato Rc tradizionale, soprattutto nel Mezzogiorno. I dati di IVASS mostrano infatti forti differenze territoriali: nella provincia di Napoli i premi Rc per auto, moto e ciclomotori risultano nettamente superiori alla media nazionale.
Secondo un approfondimento de L’Opinione, il rischio è trasformare una misura pensata per aumentare la sicurezza in un costo eccessivo per gli utenti. “A parità di rischio e di storia assicurativa, il premio dovrebbe essere sostanzialmente analogo ovunque si risieda”, sottolineando la necessità di evitare squilibri tariffari anche nel comparto della micromobilità.
L’analisi richiama però anche la necessità di rafforzare educazione stradale e controlli. Tra le proposte figura l’introduzione di una formazione obbligatoria per gli utenti dei monopattini, mentre il nuovo targhino identificativo viene indicato come uno strumento utile per aumentare il senso di responsabilità dei conducenti.
Nel testo trovano spazio anche le criticità infrastrutturali di Napoli, tra strade dissestate, piste ciclabili insufficienti e controlli limitati. Un contesto che rende ancora più urgente una gestione equilibrata della mobilità “green”. Le regole sono indispensabili, ma da sole non bastano.