
Secondo le ultime analisi Censis, nel 2012 quasi un milione e mezzo (1,4) di italiani hanno fatto ricorso a un infermiere privato per avere assistenza continuativa e ancora di più (1,6 milioni) lo hanno fatto per prestazioni una tantum. Il tutto per un controvalore che il Censis ha stimato in oltre 850 milioni, di cui oltre un terzo (287 milioni) spesi da 958 mila pazienti con una diagnosi di cancro da meno di cinque anni, rispetto agli 1,9 miliardi per assistenza domiciliare privata spesi sempre dai malati oncologici. E sono più di 39 mila gli infermieri, sui 422 mila iscritti alla Federazione Ipasvi (Federazione Nazionale Collegi Infermieri) che svolgono attività libero-professionali, di cui 1.411 pensionati e 12.708 stranieri.
L’esercizio libero professionale degli infermieri è più presente in Lombardia, seguita da Lazio, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Campania, mentre i redditi da libera professione sono pari a circa 364,131 milioni, per un volume di affari intorno a 410 milioni.
Il reddito medio di un libero professionista è di 22.122 euro l’anno per un volume di affari che, sempre in media, è di 24.995 euro.
Per dare un sostegno operativo a tutti gli infermieri Annalisa Silvestro, presidente di Ipasvi, ha detto che la Federazione è alla ricerca di un broker per consentire anche agli infermieri liberi professionisti di rispettare l’obbligo assicurativo.