
I rischi cyber mantengono saldamente il primo posto tra le preoccupazioni delle imprese globali, ma è l'intelligenza artificiale a rubare la scena nel nuovo Allianz Risk Barometer 2026, presentato il 14 gennaio. La quindicesima edizione della classifica annuale, che raccoglie le opinioni di 3.338 espertitra amministratori delegati, risk manager, broker e professionisti dell'assicurazione, fotografa un panorama dove le minacce si intrecciano sempre più, creando scenari complessi che le aziende faticano a gestire.
Con il 42% delle risposte, i rischi informatici raggiungono il punteggio più alto di sempre, distanziando di dieci punti percentuali il secondo classificato e confermandosi la principale preoccupazione in ogni regione del mondo, dalle Americhe all'Asia Pacifico, dall'Europa all'Africa e Medio Oriente.
Ma è l'intelligenza artificiale a segnare il cambio di passo più evidente, volando dal decimo al secondo posto con il 32% delle preferenze e registrando il balzo più significativo dell'intera classifica. Un salto che non sorprende, considerando l'accelerazione nell'adozione di sistemi AI generativi e agentici nel corso del 2025. Come spiega Ludovic Subran, Chief economist di Allianz: “Le aziende vedono sempre più l'intelligenza artificiale non solo come una potente opportunità strategica, ma anche come una fonte complessa di rischi operativi, legali e reputazionali. In molti casi, l'adozione sta procedendo più rapidamente di quanto la governance, la regolamentazione e la preparazione della forza lavoro possano tenere il passo”.
Quasi la metà dei partecipanti ritiene che l'AI porti più benefici che rischi al proprio settore, mentre un quinto degli intervistati sostiene esattamente il contrario. Le aziende si trovano ad affrontare problemi di affidabilità del sistema, vincoli sulla qualità dei dati, ostacoli all'integrazione e carenze di talenti qualificati, mentre emergono nuove responsabilità legate alla presa di decisioni automatizzata, modelli prevenuti o discriminatori e uso improprio della proprietà intellettuale.
L'interruzione dell'attività scende per la prima volta fuori dalle prime due posizioni, attestandosi al terzo posto con il 29% delle risposte, ma rimane una preoccupazione significativa perché può essere conseguenza di altri rischi nella top 10 globale. A livello mondiale, la stagione degli uragani relativamente tranquilla del 2025 e l'assenza di significativi eventi atmosferici fanno scendere le catastrofi naturali al quinto posto, mentre i rischi politici salgono dal nono al settimo, spinti da crescenti preoccupazioni per la volatilità geopolitica e i conflitti in corso. Il 2025 ha infatti segnato uno spostamento verso politiche commerciali protezionistiche e guerre tariffarie, con conflitti in Medio Oriente, tra Russia e Ucraina, dispute di confine tra India e Pakistan, Thailandia e Cambogia, e guerre civili in Africa. Secondo il 51% dei rispondenti, la paralisi delle catene di approvvigionamento globali a causa di un conflitto geopolitico è considerata lo scenario cigno nero più plausibile nei prossimi cinque anni.
In Italia il quadro rispecchia le tendenze globali con alcune specificità. I rischi informatici si confermano al primo posto, seguiti dall'interruzione dell'attività al secondo e dai cambiamenti climatici al terzo. L'intelligenza artificiale sale al quarto posto dal nono dell'anno precedente, mentre le catastrofi naturali scivolano al quinto. Marco Vincenzi, regional managing director southern Europe di Allianz Commercial, commenta: “I risultati della classifica segnalano un cambiamento nelle preoccupazioni delle aziende italiane, con l'interruzione dell'attività che supera le catastrofi naturali, scese al quinto posto in assenza di eventi significativi, riportando così l'attenzione verso la continuità operativa. L'attenzione alle tematiche ambientali e ai problemi ad esse connessi rimane in cima ai pensieri degli imprenditori che devono quotidianamente fare i conti con le sfide poste da un clima profondamente mutato”.
Entrano in classifica al nono posto due nuovi rischi: sviluppi nello scenario macroeconomico e biodiversità e natura, a parimerito con gli sviluppi del mercato.
Sul fronte cyber, gli investimenti delle grandi aziende in sicurezza informatica stanno dando frutti, garantendo capacità di rilevare e rispondere tempestivamente agli attacchi, ma le piccole e medie imprese sono sempre più prese di mira per la mancanza di risorse dedicate.