
L’elettrificazione dei trasporti potrebbe modificare in modo significativo il bilancio energetico italiano entro il 2035. Il nuovo Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, presentato a Roma, stima una riduzione delle importazioni di petrolio fino a 41,5 milioni di barili all’anno nello scenario più favorevole, pari a circa 2,9 miliardi di euro annui.
Il documento, illustrato in occasione della conferenza “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità”, aggiorna le previsioni su parco circolante e infrastrutture di ricarica in Italia, partendo da una base attuale di circa 830.000 veicoli elettrici e plug-in e oltre 78.000 punti di ricarica pubblici già installati. Le stime coinvolgono anche rappresentanti istituzionali e del settore, tra cui il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, oltre a Philippe Lamberts, consigliere per le politiche energetiche della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Il quadro delineato si articola in due scenari. Nel primo, definito conservativo, l’Italia arriverebbe al 2035 con 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di plug-in, accompagnati da circa 133.000 punti di ricarica pubblici e oltre 3,3 milioni privati. La quota di mercato nazionale delle auto elettriche resterebbe comunque inferiore alla media europea, con un ritardo stimato di circa quattro anni.
Nel secondo scenario, quello accelerato, l’eventuale introduzione di incentivi strutturali, il rafforzamento dei fondi pubblici e un maggiore coinvolgimento delle flotte aziendali porterebbero a 6,8 milioni di veicoli elettrici e 2,4 milioni di plug-in. Le infrastrutture di ricarica pubblica salirebbero oltre 160.000 punti, mentre quelle private raggiungerebbero 3,5 milioni di unità.
Fabio Pressi, presidente di Motus-E, ha evidenziato il legame tra transizione energetica e sicurezza degli approvvigionamenti, affermando: “L’elettrificazione dei trasporti è cruciale per la sicurezza energetica e le prospettive industriali dell’Italia. Dobbiamo sfruttare in modo strategico i 14 miliardi concessi dall’Europa per accelerare sulla transizione energetica”.
Pressi ha inoltre sottolineato il ruolo della mobilità elettrica nella riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e nella stabilità del sistema energetico nazionale.
Le stime indicano anche un fabbisogno elettrico aggiuntivo compreso tra 15,2 e 17,6 TWh, considerato compatibile con la rete nazionale e potenzialmente coerente con un incremento della produzione da fonti rinnovabili. In entrambi gli scenari, la riduzione del consumo di petrolio rimane significativa e strutturale.
Il report si inserisce in un contesto di incertezza normativa e di divario ancora marcato rispetto alla media europea, dove la quota di mercato dei veicoli elettrici si colloca attorno al 20%, contro circa l’8% registrato in Italia nel primo trimestre del 2026.
Nel confronto tra scenari, la variabile decisiva resta la capacità di indirizzare incentivi, infrastrutture e politiche industriali. Un equilibrio ancora in definizione, mentre il settore automotive europeo continua a muoversi verso il 2035 con traiettorie differenziate tra Paesi.