
Semplificazione, chiarezza e proporzionalità. Sono queste le parole chiave del Manifesto 2026 della British Insurance Brokers' Association (BIBA), che sotto il tema della “resilienza economica” propone una roadmap in dieci punti per rafforzare il ruolo dei broker a sostegno di clienti ed economia reale.
Un documento che intercetta un malessere diffuso nel mercato britannico, dove molte imprese continuano a sentirsi soffocate da regole stratificate nel tempo e da oneri di reporting percepiti come eccessivi. Secondo quanto riferisce Insurance Business, Jill Hambley, managing director di UKGI Group riconosce nel manifesto una fotografia fedele delle difficoltà quotidiane del settore e sottolinea come l’associazione sia «molto vicina alle sfide dello spazio degli intermediari», anche grazie al confronto diretto con i broker sul territorio.
“Sosteniamo pienamente ciò che BIBA sta cercando di fare e siamo lieti che stia guidando la conversazione su come il volume della regolamentazione stia incidendo sui broker in questo momento”, afferma, evidenziando l’urgenza di un ripensamento strutturale. Nel mirino finiscono in particolare l’Insurance Conduct of Business Sourcebook (ICOBS) e le regole di Product Governance (PROD), che secondo Hambley hanno finito per inglobare anche il business commerciale in un impianto pensato originariamente per i consumatori.
Jill Hambley denuncia la complessità e la sovrapposizione delle regole attuali, dalla Financial Conduct Authority al Consumer Duty, che generano carichi di lavoro e confusione per i broker, soprattutto per le piccole realtà. Propone un approccio proporzionato, con reporting semplificati e linee guida operative chiare, e sollecita maggiore attenzione a diversity e inclusione nel settore. Pur riconoscendo che è troppo presto per valutare l’efficacia delle riforme, Hambley apprezza l’impegno di BIBA nel portare avanti il confronto su questi temi critici.