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Coface è ottimista sui rischi delle imprese USA, più cautela su quelli dei paesi emergenti

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Mercoledì, 23 Ottobre, 2013 - 09:24
Autore: Gillespie

Prospettive di crescita sostenute ed equilibrate (stimate a 1,5% nel 2013 e a 2,2% nel 2014) portano il gruppo Coface, specializzato nell’assicurazione crediti, a posizionare gli Stati Uniti sotto sorveglianza positiva con valutazione A2, nonostante le tensioni finanziarie in atto. L’investimento delle imprese è solido. I consumi privati, motore principale della crescita, vanno meglio rispetto al periodo pre-crisi, grazie alla fine del processo di alleggerimento del debito delle famiglie.

Anche da parte delle imprese si registrano notevoli miglioramenti. Margine e redditività aumentano mentre il livello di indebitamento è limitato (55% contro 85% della Zona Euro), anche se la crescita resta anemica in alcuni settori (materiali edili, rame, carta). Sono le imprese a costituire il punto forte dell’economia: poco indebitate e redditizie. Certamente, lo shutdown del governo federale ha sorpreso ma non dovrebbe avere effetti significati sull’attività, a condizione che non si protragga a lungo termine. In ogni caso, le incertezze legate al plafond del debito pubblico americano rimangono elevate e il rischio di un suo sforamento non è da escludere. In questa situazione, la domanda privata potrebbe risentirne in maniera significativa. Tuttavia, lo scenario principale in questa fase è che tale impasse sia evitata in extremis, cosicché i consumi privati e gli investimenti restino sostenuti, malgrado ulteriori possibili tagli finanziari.

Cambiano le prospettive per il Brasile dove la crescita è deludente (stimata in 2,3% quest’anno e 2,9% nel 2014) a causa di consumi privati poco sostenuti e soprattutto della debolezza degli investimenti delle imprese. La carenza di infrastrutture determina la contrazione dell’attività. L’aumento dei tassi di interesse nell’ambito del Selic potrebbe far registrare il 10% circa a fine 2013, allontanando qualsiasi prospettiva di recupero significativo. Il rallentamento dei consumi penalizza le industrie e di conseguenza il commercio: degli elettrodomestici, dell’auto e dell’elettronica. L’aumento dei tassi di interesse e dei prezzi gonfiati di componenti e macchinari importati, a causa del deprezzamento del real, è aggravato dalla fiscalità e da costi di produzione sempre più elevati. Le imprese esitano quindi ad accelerare i propri investimenti. In questo contesto, i mancati pagamenti delle imprese brasiliane registrati da Coface si mantengono ad un livello elevato, molto vicino al picco del 2009. Fattori macroeconomici e microeconomici giustificano perciò la collocazione sotto sorveglianza negativa della valutazione A32 del Brasile. I rischi aumentano in Thailandia, la cui valutazione A3 è ora sotto sorveglianza negativa. La crescita ha subito un forte calo nel 2013 e rimarrà vincolata all’indebitamento delle famiglie (80% del Pil) nel 2014. Gli effetti delle precedenti misure di rilancio si stanno esaurendo. Inoltre, il paese continuerà a risentire della stagnazione delle esportazioni, conseguenza del rallentamento dell’economia cinese da cui dipende.

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