
Coface SA archivia il 2025 con un utile netto di 222 milioni di euro, in flessione del 15% rispetto all’esercizio precedente, in un contesto segnato dalla normalizzazione dei sinistri e da una competizione più intensa nel mercato dell’assicurazione del credito.
Il gruppo parigino ha registrato un fatturato consolidato pari a 1,8 miliardi di euro, in crescita dell’1,3% a cambi e perimetro costanti, mentre su base riportata l’incremento si è limitato allo 0,1% rispetto al 2024. A sostenere i ricavi sono state in particolare le attività non assicurative e un tasso di fidelizzazione della clientela rimasto stabile, in uno scenario macroeconomico tutt’altro che favorevole.
Sul fronte tecnico, il combined ratio netto è salito di 7,6 punti percentuali, attestandosi al 73,1%, per effetto sia dell’aumento del loss ratio sia dell’incremento dei costi operativi. Il loss ratio netto ha raggiunto il 40,3%, in rialzo di 5,1 punti percentuali su base annua, riflettendo un ritorno dei sinistri verso livelli più ordinari dopo un periodo storicamente favorevole. Anche il cost ratio netto è cresciuto, di 2,6 punti, fino al 32,8%, risentendo degli investimenti sostenuti dal gruppo e di una dinamica dei ricavi contenuta.
Nonostante la contrazione dell’utile, la solidità patrimoniale rimane un elemento distintivo. Il coefficiente di solvibilità è migliorato leggermente, al 197%, posizionandosi ben al di sopra della forchetta obiettivo compresa tra il 155% e il 175%. Il consiglio di amministrazione ha quindi proposto un dividendo di 1,25 euro per azione, pari a un payout dell’84%, superiore alla soglia minima dell’80% fissata dalla società. L’utile per azione si è attestato a 1,49 euro, mentre il rendimento annualizzato sul patrimonio netto tangibile medio è sceso all’11,4%, in calo di 2,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
La dinamica settoriale evidenzia una crescita significativa delle attività non assicurative, aumentate del 7,8% fino a 166,2 milioni di euro.
I servizi informativi hanno registrato un progresso del 16,2% a cambi costanti, mentre il recupero crediti è balzato del 24,4%. Più debole il factoring, in diminuzione del 2,7%, penalizzato dal calo dei tassi di interesse e dalla ridotta attività della clientela in Germania e Polonia.
Sul piano geografico, l’area Mediterraneo e Africa ha mostrato la crescita più robusta, +3,7% a cambi costanti, mentre Nord America ed Europa centrale e orientale hanno segnato una contrazione.
Il Ceo di Coface, Xavier Durand, ha sottolineato come il gruppo abbia operato in un contesto complesso, caratterizzato da crescita globale debole, volatilità geopolitica e livelli di insolvenza storicamente elevati. “La nostra strategia e un’esecuzione disciplinata ci hanno consentito di contenere l’aumento dei sinistri e di raggiungere un combined ratio netto del 73,1% per l’anno, un livello ormai vicino ai nostri obiettivi di medio ciclo”. Durand ha inoltre rimarcato la solidità della struttura patrimoniale: “La nostra solida posizione di bilancio ci permette, in linea con la nostra politica di gestione del capitale, di proporre un dividendo di 1,25 euro per azione, corrispondente a un payout dell’84%”.
Guardando al 2026, la società segnala condizioni del commercio mondiale ancora deboli, con livelli tariffari negli Stati Uniti ai massimi storici e un’aliquota effettiva media prossima al 15%. In un contesto di turbolenza dei mercati, la domanda di soluzioni per la gestione del rischio di credito appare in crescita, e il gruppo intende proseguire gli investimenti in tecnologia, dati e distribuzione.
Il 2025 è stato anche un anno di iniziative strategiche. Coface ha completato due acquisizioni nella divisione servizi informativi: Cedar Rose Group, attiva nell’informazione commerciale in Medio Oriente e Africa, e Novertur International SA, startup svizzera che gestisce la piattaforma business-monitor.ch con dati su oltre 730.000 imprese attive in Svizzera. A seguito dell’operazione Cedar Rose, la società è divenuta fornitore di informazioni per Coface nell’area Medio Oriente e Africa sia per l’assicurazione del credito sia per i servizi informativi. Nello stesso esercizio, il gruppo ha lanciato un nuovo sindacato presso Lloyd's of London, offrendo ai clienti una soluzione assicurativa con rating AA. Le principali controllate operative beneficiano inoltre della conferma del rating di solidità finanziaria A (Excellent) da parte di AM Best, elemento che contribuisce a sostenere la credibilità del gruppo sui mercati internazionali.