
L’industria spagnola sta mostrando una maggiore capacità di tenuta rispetto ai principali partner europei, ma la sua competitività presenta alcuni fattori di rischio che possono riflettersi anche sulla valutazione delle imprese. È quanto emerge da un’analisi di Coface, tra i principali operatori nell’assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale.
La produzione manifatturiera spagnola ha già superato i livelli precedenti alla guerra in Ucraina, sostenuta da una struttura produttiva più diversificata, dal costo del lavoro e dalla disponibilità di energia rinnovabile. La maggiore presenza in comparti come farmaceutica, apparecchiature elettriche ed elettronica ha inoltre ridotto l’esposizione ai settori più colpiti dagli shock energetici.
Per il rischio commerciale, però, la tenuta attuale deve essere valutata insieme all’evoluzione dei costi e della produttività. Nel 2025 il costo orario del lavoro nel manifatturiero spagnolo era inferiore del 40% rispetto alla Francia e del 43% rispetto alla Germania. Tra il 2022 e il 2025 è però aumentato del 15%, mentre la produttività reale è cresciuta di meno del 3%. Un ulteriore divario tra salari e produttività potrebbe incidere sulla competitività delle imprese e sulla qualità del rischio assunto dagli operatori del credito commerciale.
Anche l’energia rappresenta un elemento da considerare nella valutazione del rischio. Nel 2024 le fonti rinnovabili hanno raggiunto il 58% del mix elettrico spagnolo e, all’inizio del 2026, il gas ha determinato il prezzo dell’elettricità nel 15% delle ore, contro l’89% dell’Italia. La minore esposizione agli shock del gas costituisce un vantaggio per le imprese energivore, ma i limiti della rete elettrica restano un fattore di vulnerabilità. Nel 2025 l’11% della produzione rinnovabile non è stato utilizzato a causa dei vincoli infrastrutturali.
Secondo Ernesto De Martinis, CEO Coface Mediterranean & Africa Region e Board Member, “La maggiore resilienza dell’industria spagnola evidenzia quanto diversificazione produttiva, competitività dei costi e accesso all’energia possano fare la differenza. Questi vantaggi non possono però essere dati per acquisiti: il divario tra crescita dei salari e produttività e la necessità di adeguare le infrastrutture elettriche rappresentano sfide importanti”.