
Nell’era digitale, navigare su Internet e utilizzare strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale è ormai parte integrante della quotidianità di italiani e piccole imprese, ma la percezione dei rischi informatici resta frammentaria.
In occasione del World Backup Day, Europ Assistance Italia ha diffuso i risultati della ricerca “Protezione digitale e cybersecurity”, condotta con Lexis Research, evidenziando comportamenti, preoccupazioni e strategie di protezione dei consumatori e delle PMI.
Secondo lo studio, il 90% degli italiani accede al web quotidianamente e l’80% utilizza social network o sistemi di messaggistica istantanea. Oltre il 70% ha sperimentato almeno una volta l’AI, con il 50% che la utilizza settimanalmente e il 27% quotidianamente. Le piattaforme più diffuse sono ChatGPT (68%), Gemini (44%) e Copilot (20%). Nonostante l’adozione crescente, il 44% teme i limiti di controllo umano e il 23% l’inesattezza delle informazioni.
“Il 55% degli italiani si dichiara costantemente connesso e molti percepiscono un impatto negativo sulla qualità della vita”, commenta Luigi Scudieri, Responsabile Digital Services di Europ Assistance Italia. “La sfida è coniugare la presenza online con una gestione consapevole dei rischi informatici”.
La familiarità con le minacce digitali mostra segnali di calo. Virus, malware e phishing restano i rischi più noti, ma solo il 33% conosce le nuove frodi legate all’AI. Cresce, invece, l’adozione di misure preventive: antivirus e anti-malware sono presenti nel 78% dei PC, mentre smartphone e tablet restano meno protetti. L’autenticazione a più fattori e i sistemi di gestione delle password sono ritenuti strumenti efficaci, ma la fiducia complessiva rimane inferiore al 60%.
Tra le PMI, il quadro è simile. Il 90% ha utilizzato almeno una volta l’AI, il 33% quotidianamente, con preoccupazioni su accuratezza e controllo umano. Il 41% ritiene la propria azienda esposta a rischi informatici, principalmente furto d’identità, mentre quasi una su quattro ha subito un attacco negli ultimi sei mesi. Antivirus e sistemi di sicurezza sono diffusi soprattutto sui PC (85%), meno su smartphone (65%) e tablet (68%), e solo il 49% delle imprese possiede un anti-ransomware.
Marco Bellini, Cyber Risk Manager di Europ Assistance Italia, sottolinea che le PMI conoscono meglio i rischi rispetto ai consumatori, ma la percezione dell’efficacia dei metodi di protezione è in calo. La sfida principale resta la consapevolezza: proteggere dati e identità richiede formazione, strumenti adeguati e attenzione costante, sia a livello personale sia aziendale”.
La ricerca evidenzia inoltre come l’uso dell’AI possa diventare uno strumento di prevenzione: il 40% dei consumatori e il 55% delle PMI ne riconoscono le potenzialità nella protezione contro le frodi digitali, anche se la fiducia negli strumenti di cybersecurity basati sull’intelligenza artificiale è inferiore al 50%. La combinazione tra consapevolezza dei rischi e adozione di misure preventive emerge come elemento chiave per affrontare un contesto digitale sempre più complesso.