
Il sistema fiscale continua a pesare sulle scelte delle imprese nella gestione delle flotte aziendali, mentre la transizione verso l’elettrico procede a velocità diseguale e la telematica resta ancora una leva solo parzialmente sfruttata. È quanto emerge dalla instant survey presentata nel corso della dodicesima edizione del Fleet Motor Day, evento promosso da LabSumo con Best Mobility e il patrocinio di ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE, che ha registrato numeri record con oltre 980 partecipanti complessivi e 380 fleet e mobility manager coinvolti tra Roma e l’autodromo di Vallelunga, dove si sono svolti anche test drive su larga scala con 65 brand automobilistici e oltre 1.100 prove su strada e pista.
L’indagine, condotta su 48 fleet e mobility manager che gestiscono complessivamente più di 82mila veicoli, evidenzia come la complessità normativa rappresenti uno dei principali freni alla pianificazione, in particolare per effetto delle regole sui fringe benefit e del calcolo del “valore normale”, indicato da oltre quattro operatori su dieci come uno dei nodi più critici, insieme alle riassegnazioni dei veicoli e alla gestione delle ricariche domestiche per le auto elettriche, spesso percepite come soggette a doppia tassazione. In questo contesto, l’elettrificazione avanza comunque in modo strutturale, con il 71% delle aziende che ha già introdotto veicoli elettrificati nella propria flotta, mentre una quota minoritaria resta in fase attendista o non prevede interventi nel breve periodo, spinta soprattutto da motivazioni ambientali, incentivi fiscali e obiettivi ESG, anche se emerge una contraddizione regolatoria legata al trattamento dei full hybrid, equiparati alle motorizzazioni tradizionali e ritenuti da oltre la metà del campione un elemento da rivedere per sostenere una transizione più coerente.
Sul fronte della gestione operativa, la telematica continua a mostrare un tasso di adozione limitato, con un utilizzo pieno ancora circoscritto a una parte ridotta delle aziende, mentre la maggioranza segnala barriere legate a privacy, relazioni sindacali e costi, a cui si aggiunge una percezione di complessità gestionale che rallenta la diffusione di strumenti considerati invece centrali per efficienza e controllo dei costi, anche se cresce l’aspettativa su un possibile contributo dell’intelligenza artificiale nell’analisi dei dati e nella riduzione delle barriere operative.
Nel corso della manifestazione, Giuseppe Benincasa, Direttore di ANIASA, ha sottolineato come “sempre più aziende e cittadini scelgono di usare l’auto anziché acquistarla”, richiamando la necessità di un quadro normativo e fiscale più stabile ed europeo, mentre Federico Di Paola, Presidente di Best Mobility, ha evidenziato il ruolo potenziale delle imprese come motore della transizione elettrica, a condizione di politiche più coerenti e infrastrutture adeguate; Andrea Cardinali, Direttore Generale di UNRAE, ha infine indicato come una revisione della fiscalità sulle auto aziendali potrebbe generare un effetto leva significativo sulle immatricolazioni a basse e zero emissioni, rafforzando il mercato dell’usato recente e accelerando il rinnovo del parco circolante, in uno scenario che resta comunque segnato da incertezza regolatoria e distanza dai livelli pre-pandemia.