
Il nuovo Global Risks Report 2026 del World Economic Forum, commentato dai senior leader di Zurich Insurance Group e Marsh, mette in evidenza un quadro che le imprese conoscono fin troppo bene: il contesto globale sta diventando più complesso e frammentato, mentre divisioni geopolitiche, disinformazione e polarizzazione sociale continuano a intensificarsi.
Nei prossimi dodici mesi, spiegano gli esperti, questi fattori influenzeranno in modo diretto le strategie aziendali, con un impatto che si estenderà anche al medio periodo. Non sorprende quindi che misinformazione e polarizzazione sociale, già tra i rischi più immediati, salgano rispettivamente al secondo e terzo posto nell’orizzonte biennale. Le tensioni sociali, alimentate da disuguaglianze crescenti e da un progressivo deterioramento del benessere collettivo, stanno spingendo molte società verso livelli di instabilità difficili da gestire. Come osserva Andrew George president, specialty di Marsh, “l’acuirsi delle divisioni è al centro dei rischi sociali che oggi tutti ci troviamo ad affrontare”. Guardando più avanti, il report evidenzia l’avvio di una nuova fase di competizione globale: nei prossimi dieci anni la gravità di quasi tutti i rischi analizzati è destinata ad aumentare, con un 57% degli intervistati che prevede uno scenario “turbolento o tempestoso”.
A dominare l’orizzonte di lungo periodo sono soprattutto i rischi ambientali e tecnologici, mentre i business leader delle principali economie esprimono forte preoccupazione per la sostenibilità dei sistemi pensionistici e sanitari. Alison Martin, CEO Life, Health and Bank Distribution di Zurich,sottolinea come “senza un’azione urgente e collaborativa rischiamo di trascurare proprio quelle minacce che potrebbero definire il nostro futuro”. Un altro punto critico riguarda le infrastrutture: esposte a eventi meteorologici estremi, cyber attacchi e vulnerabilità fisiche, risultano però solo al 23° posto tra i rischi percepiti per il prossimo decennio. Una sottovalutazione che, secondo Peter Giger. Group Chief risk officer di Zurich, può diventare pericolosa: “quando le infrastrutture cedono, tutto il resto è a rischio”. Infine, il report richiama l’attenzione sull’impatto dei progressi in intelligenza artificiale e quantum computing, destinati a ridefinire mercati del lavoro, equilibri geopolitici e modelli economici. Un cambiamento rapido, che richiede cooperazione e capacità di adattamento. Come ricorda Andrew George, “governi e imprese devono collaborare per affrontare le sfide legate alla ridondanza dei ruoli, alla concentrazione economica e alle potenziali interruzioni sistemiche”. Un quadro che, pur sintetico, restituisce l’immagine di un sistema globale in trasformazione, dove la resilienza diventa una priorità imprescindibile.