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Il settore riassicurativo 2026, tra solidità e nuove pressioni

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Venerdì, 4 Settembre, 2026 - 09:49
Autore: Gillespie

Il 2026 si sta rivelando un anno di equilibrio delicato per il mercato riassicurativo internazionale. La fotografia scattata da S&P Global Ratings mostra un settore che mantiene una struttura robusta, sostenuta da capitali ai massimi storici e da risultati operativi solidi, ma che allo stesso tempo si prepara a una fase di progressiva normalizzazione dei margini.

La capacità abbondante, unita a perdite catastrofali inferiori alle attese, sta infatti favorendo un ammorbidimento dei prezzi destinato a proseguire nel 2027, con effetti diretti sulla redditività tecnica.

La stagione degli uragani è iniziata con compagnie ben capitalizzate e con indicatori di performance che restano sopra il costo del capitale. Tuttavia, la pressione competitiva sta emergendo con chiarezza. S&P osserva che i reinsurer dovranno accettare condizioni più flessibili e una compressione dei margini, pur mantenendo una disciplina che appare più solida rispetto ai cicli precedenti.

Le prospettive restano comunque stabili, grazie a combined ratio ancora sani, a un contributo significativo del reddito da investimenti e a risultati consistenti nel ramo vita, sempre che le perdite catastrofali e quelle man-made rimangano entro i budget annuali.

Il quadro dei rischi continua a essere dominato da fattori assicurativi. Le esposizioni alle catastrofi naturali e la volatilità delle riserve restano centrali, mentre il rischio di investimento rimane contenuto rispetto al settore primario. S&P segnala inoltre l’attenzione crescente verso asset meno liquidi, come private equity, real estate e private debt, che richiedono monitoraggio costante.

Sul fronte dei rating, gli ultimi dodici mesi hanno visto un numero prevalente di azioni positive, sostenute da capitalizzazione rafforzata e da una maggiore diversificazione degli utili. L’85 per cento del campione analizzato mantiene un outlook stabile, il 10 per cento positivo e solo il 5 per cento negativo. Tra i movimenti più rilevanti, l’upgrade di SiriusPoint e il miglioramento del profilo di capitale di Munich Re, che ha portato a una revisione al rialzo della valutazione sulla solidità finanziaria. «La nostra revisione riflette una gestione del capitale coerentemente prudente», ha dichiarato in sintesi un rappresentante del gruppo con ruolo di senior management, secondo quanto riportato da S&P Global Ratings.

Un capitolo rilevante del report riguarda l’adozione dell’intelligenza artificiale. Tutte le compagnie coinvolte nell’indagine hanno già integrato l’AI nella propria strategia o nei processi operativi. Le applicazioni più diffuse riguardano l’automazione delle funzioni di supporto, l’efficientamento dei flussi operativi e l’analisi di grandi dataset per underwriting, sinistri e monitoraggio in tempo reale. Il 78 per cento dei reinsurer ha già implementato framework di governance dedicati, mentre il restante 22 per cento è in fase di sviluppo. Le principali criticità individuate riguardano sicurezza, privacy e trasparenza dei modelli. «La mancanza di trasparenza nelle decisioni dell’AI rappresenta un rischio significativo», ha affermato un dirigente con responsabilità nella gestione dei modelli, citato nel documento.

Il quadro tecnico delineato da S&P mostra un settore che entra in una fase di normalizzazione. Il combined ratio è atteso in aumento di 2-4 punti tra il 2026 e il 2027, riflesso diretto dell’allentamento dei prezzi. La redditività complessiva resta comunque solida, con un ritorno sul capitale stimato tra il 12 e il 15 per cento nel 2026 e tra il 10 e il 13 per cento nel 2027, mentre il rendimento degli investimenti si mantiene stabile tra il 3.5 e il 4 per cento. Le perdite catastrofali del primo semestre, pari a 42 miliardi di dollari secondo Swiss Re, rimangono sotto la media decennale, ma gli eventi recenti confermano la persistenza dei rischi estremi.

La resilienza emerge con forza dai test di stress: la coorte analizzata sarebbe in grado di assorbire perdite globali superiori ai 300 miliardi senza scendere sotto il livello di confidenza del 99.99 per cento. La ridondanza di capitale al massimo livello è salita all’11 per cento nel 2025, sostenuta da utili robusti e da oltre 20 miliardi restituiti agli azionisti.

La capacità riassicurativa e retrocessionale continua a crescere, alimentata da capitali tradizionali e alternativi, con catastrophe bond e sidecar in espansione. L’interesse degli investitori rimane elevato grazie alla bassa correlazione con i mercati finanziari. Aumenta anche l’attenzione verso rischi emergenti come casualty, cyber e wildfire, mentre il protection gap del 60 per cento nel primo semestre 2026 apre nuove opportunità, soprattutto in ambiti come energie rinnovabili, data center e coperture parametriche.

Le dinamiche di pricing confermano un mercato in fase di ammorbidimento. Le rinnovazioni 2026 hanno registrato riduzioni a doppia cifra in molte aree, con cali del 3-5 per cento sui prezzi risk-adjusted per i principali gruppi globali. Nel property cat la flessione è stata ampia, mentre nel casualty il quadro è più articolato, con aumenti moderati in Nord America e riduzioni per i conti loss-free. S&P prevede che la pressione sui prezzi proseguirà nel 2027, accompagnata da richieste crescenti di concessioni sulle condizioni contrattuali.

Il settore si muove così verso un equilibrio più complesso, sostenuto da fondamentali solidi ma chiamato a gestire un contesto competitivo più intenso e rischi strutturali che richiedono attenzione costante.

Tag: 
Standard & Poor's

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