
Le imprese italiane prevedono 565mila entrate di personale a settembre 2026, che salgono a 1,5 milioni considerando il trimestre settembre novembre.
La domanda resta elevata, ma le aziende continuano a incontrare difficoltà nel reperire i profili richiesti: il mismatch riguarda il 44,1% degli ingressi programmati. È quanto emerge dal Sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
I servizi rappresentano il 65,6% della domanda, mentre industria e costruzioni pesano per il 26,5%. Tra le figure più richieste dalle imprese ci sono gli addetti alla ristorazione, con 66.790 ingressi, gli addetti alle vendite, con 41.300, e il personale non qualificato nei servizi di pulizia, con 34.820.
Sul fronte delle competenze, Excelsior segnala una crescita della domanda per tecnici di apparecchiature ottiche e audio video, specialisti dell’educazione e della formazione e ingegneri.
La difficoltà di reperimento raggiunge il 63,5% per i tecnici in campo ingegneristico e il 90,9% per gli esercenti delle vendite.
La Lombardia guida la graduatoria regionale con 114.480 entrate programmate, seguita da Lazio e Veneto. Nel 65% dei casi le imprese richiedono esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore. Gli under 30 rappresentano il 27,6% degli ingressi, mentre il 22% delle assunzioni previste sarà con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato.
Rispetto a settembre 2025, le entrate programmate diminuiscono dello 0,6%. Per le imprese, la disponibilità di personale con competenze adeguate resta quindi uno dei principali fattori che incidono sulle possibilità di coprire le posizioni aperte.