
La redditività tecnica supera la crescita dei premi e diventa il nuovo baricentro strategico per le MGA, in un contesto assicurativo sempre più selettivo sul fronte della capacità e sotto pressione sul piano dei margini.
È il segnale più netto che emerge dall’indagine condotta dall’insurtech spagnola Weecover durante un confronto con operatori del settore, dove quasi un professionista su due indica nella disciplina tecnica la priorità assoluta, anche a costo di ridurre o ristrutturare il portafoglio.
Il dato, pari al 43%, fotografa un cambio di paradigma rispetto al passato recente, quando l’espansione dei volumi rappresentava il principale obiettivo competitivo. Oggi, la crescita dei premi si colloca al secondo posto, mentre assumono un ruolo più marginale la riduzione dei costi di acquisizione e la diversificazione verso nuove linee di rischio. La traiettoria è chiara: sostenibilità economica prima della corsa alle quote di mercato.
A confermare la linea è José Núñez, Country Manager di Lloyd’s Europe per Spagna e Portogallo, che richiama con nettezza la posizione dei capacity provider: «L’assicuratore non vuole numeri in rosso; cerca un business sostenibile che generi profitto. Se un MGA non dimostra disciplina tecnica e inizia a sottoscrivere in perdita, il rubinetto della capacità viene semplicemente chiuso». Una dichiarazione che sintetizza la crescente rigidità nella selezione dei partner e l’attenzione alla qualità tecnica del business sottoscritto.
Parallelamente, il tema dell’efficienza operativa si intreccia con quello della redditività. Jordi Pagès, CEO e cofondatore di Weecover, evidenzia come la trasformazione digitale non sia più rinviabile: «Il settore sta entrando in una fase in cui redditività ed efficienza operativa sono non negoziabili. Molte aziende continuano a operare con processi manuali che limitano la loro capacità di scalare. In questo contesto, la tecnologia non è più un’opzione, ma il fattore differenziante per competere».
Il riferimento è a un ecosistema ancora segnato da inefficienze strutturali, dove la manualità nei processi di sottoscrizione e quotazione rappresenta il principale freno alla crescita.
Le criticità operative restano infatti diffuse. I professionisti indicano nei processi interni non automatizzati la barriera principale, seguiti dalla scarsa integrazione con i distributori tramite API e dalle difficoltà nella gestione e nell’estrazione dei dati. A ciò si aggiunge il peso dei sistemi legacy, che limita la capacità di adattamento in uno scenario competitivo sempre più dinamico. Ne deriva un’esigenza diffusa di revisione dei modelli operativi, orientata a maggiore agilità, automazione e interoperabilità.
In questo contesto prende forma anche l’evoluzione dei modelli distributivi, con l’embedded insurance che si afferma come leva strategica. L’integrazione dei prodotti assicurativi all’interno di piattaforme digitali, dall’eCommerce ai servizi finanziari, consente di intercettare il cliente nel momento del bisogno, migliorando al contempo la conversione e la personalizzazione dell’offerta. Un cambiamento che ridefinisce il ruolo degli intermediari e apre nuovi spazi di collaborazione tra assicuratori e distributori.
La combinazione tra disciplina assuntiva, innovazione tecnologica e nuovi canali distributivi segna una fase di maturazione del mercato, destinata a incidere in modo duraturo sulle strategie degli operatori.