
Il 5 febbraio Milano ha ospitato un momento cruciale per la gestione della sicurezza stradale mondiale. La Unipol Tower ha aperto le porte alla “Road Safety Leadership Roundtable”, un’iniziativa di alto profilo promossa dall’UNECE (United Nations Economic Commission for Europe), pensata per favorire il dialogo tra istituzioni, aziende e stakeholder chiave del settore.
L’incontro ha messo in luce la complessità della sicurezza sulle strade, sottolineando come gli incidenti stradali continuino a rappresentare una delle principali cause di morte e infortuni a livello globale. In questa cornice, la roundtable si è proposta non solo come occasione di confronto, ma come piattaforma per condividere best practice e soluzioni concrete, capaci di tradurre le strategie internazionali in interventi locali efficaci.
Tra i partecipanti, spiccava la presenza di rappresentanti di spicco delle istituzioni e del settore assicurativo, ciascuno portatore di prospettive diverse ma convergenti sul tema della prevenzione e della sicurezza.
Jean Todt, Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale, ha posto al centro del dibattito la Seconda Decade of Action for Road Safety 2021–2030 delle Nazioni Unite, mirata a dimezzare i decessi entro il 2030: “Sono lieto di riunire a Milano leader delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, dei media e dello sport per rafforzare il nostro impegno condiviso a favore della sicurezza stradale. Gli incidenti stradali colpiscono comunità in tutto il mondo e affrontarli richiede una cooperazione efficace tra settore pubblico e privato. Queste discussioni rappresentano un primo passo importante e incoraggio tutti i partner a trasformare questo dialogo in un’azione concreta e duratura capace di salvare vite”.
La risposta del comparto assicurativo si sposta dunque verso la gestione predittiva del rischio, un’evoluzione ribadita dal Presidente di Unipol Carlo Cimbri, il quale ha evidenziato come il tema tocchi la responsabilità più profonda degli assicuratori: “A questo obiettivo Unipol contribuisce in modo rilevante mettendo a disposizione le proprie competenze e il patrimonio di dati telematici di previsione. Le scatole nere installate nei veicoli assicurati ne sono un esempio: un’infrastruttura di sicurezza a tutti gli effetti, che rappresenta un passaggio fondamentale da una protezione passiva a una protezione predittiva”. Tale transizione tecnologica è supportata dall’attività del The Urban Mobility Council (TUMC), il think tank che mette a confronto accademia e industria; in questa visione, ha proseguito il presidente di Unipol Carlo Cimbri, le ricerche sviluppate con il MIT di Boston e il Politecnico di Milano “dimostrano come l’integrazione tra dati e tecnologie avanzate possa supportare il decisore nella definizione di politiche per la sicurezza stradale”.
La roundtable ha infine sottolineato l'importanza di iniziative di advocacy globale dirette dall'Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale, come il progetto “Caschi Sicuri e Accessibili” e la Campagna Globale Nazioni Unite–JCDecaux, strumenti necessari per radicare una cultura della responsabilità e proteggere i motociclisti e gli utenti più vulnerabili della strada in ogni latitudine. In chiusura, la Road Safety Leadership Roundtable ha confermato il ruolo strategico dell’Italia come hub europeo per iniziative di governance sulla sicurezza stradale e ha lasciato chiaro che la collaborazione internazionale resta l’unico modo per affrontare un fenomeno tanto complesso quanto urgente. “Dobbiamo tradurre le raccomandazioni globali in azioni concrete a livello locale”, ha ricordato il Vicepresidente del Comitato Europeo per la Sicurezza Stradale, sintetizzando lo spirito dell’incontro: praticità e visione globale, insieme.