
Gli italiani si muovono di più, ma la mobilità sostenibile resta ferma. Nel 2025 gli spostamenti giornalieri sono saliti a 101, dagli 89 del 2021, mentre l’auto continua a rappresentare oltre il 60% dei viaggi. Il trasporto pubblico resta sotto il 10%. Sono alcuni dei dati dell’Osservatorio Audimob di Isfort presentati all’ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti.
L’Indice di Mobilità Sostenibile, calcolato sulla quota di spostamenti a piedi, in bicicletta e micromobilità e con il trasporto pubblico, si attesta al 34%, lo stesso livello del 2000. Il dato cambia sensibilmente tra i territori: nelle città con oltre 250 mila abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti, mentre nei Comuni sotto i 50 mila abitanti scende al 4 5%. L’auto arriva così a sfiorare il 75% nei piccoli Comuni.
La domanda potenziale di cambiamento è invece più alta. Nel 2025 la Propensione al Cambio Modale è pari a meno 10,8 per l’auto, più 13,8 per il trasporto pubblico e più 25,2 per la bicicletta. Il 23,8% degli italiani vorrebbe ridurre l’uso dell’auto, mentre il 36,3% vorrebbe utilizzare di più i mezzi pubblici e il 38,2% la bicicletta.
“Una parte degli italiani sarebbe disponibile a modificare le proprie abitudini di mobilità. Il desiderio di cambiare non si traduce automaticamente in un cambiamento dei comportamenti. Occorre creare le condizioni perché la disponibilità espressa dai cittadini possa trasformarsi in scelte concrete”, sottolinea Carlo Carminucci, Direttore della Ricerca di Isfort.
La mobilità resta prevalentemente locale: oltre l’80% degli spostamenti avviene entro 10 chilometri e l’85% dura meno di 30 minuti. Per Maria Annunziata Giaconia, Direttore Operations di Regionale, brand di Trenitalia del Gruppo FS, il cambiamento passa anche dal rinnovo della flotta: sono circa 1.009 i treni di nuova generazione già consegnati, destinati a diventare 1.081 entro il 2027, con un investimento complessivo di 7 miliardi di euro.