
Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 sono destinate a generare un impatto economico complessivo di 6,1 miliardi di euro, con effetti che si distribuiranno ben oltre la durata dell'evento sportivo. Lo rivela un'analisi del Centro studi di Unimpresa, che scompone questa cifra in quattro componenti principali: 1,1 miliardi di spesa turistica diretta durante i Giochi, 1,4 miliardi di turismo indotto nei ventiquattro mesi successivi, 3,2 miliardi di legacy infrastrutturale valorizzata e 400 milioni di effetti indotti netti.
La distribuzione temporale dell'impatto evidenzia come si tratti di un investimento di lungo respiro. Tra il 2020 e il 2025, durante la fase di preparazione e realizzazione delle infrastrutture, si concentrano 2,1 miliardi di euro, pari al 34% del totale.
Il solo mese di febbraio 2026 genererà 1,3 miliardi, circa il 21% dell'impatto complessivo, grazie alla spesa turistica diretta e alla piena operatività dell'evento. Nei dodici mesi successivi l'effetto ammonta a 1,1 miliardi di euro, riconducibili principalmente al turismo indotto e agli effetti moltiplicatori della spesa olimpica.
La legacy di medio termine, tra 2028 e 2030, contribuisce per 900 milioni di euro, mentre quella di lungo periodo, tra 2031 e 2050, vale ulteriori 700 milioni, legati al valore residuo delle infrastrutture e ai benefici permanenti in termini di mobilità e attrattività territoriale.
Sul fronte geografico, la Lombardia concentra la quota maggiore con 3,2 miliardi di euro, pari al 52% del totale e allo 0,72% del PIL regionale. Il Veneto intercetta 2,1 miliardi, il 34% dell'impatto complessivo, con un'incidenza dell'1,17% sul prodotto regionale. Il Trentino-Alto Adige registra 800 milioni di euro, ma l'impatto relativo è il più significativo: 1,60% del PIL regionale.
“Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina rappresentano molto più di un grande evento sportivo: sono un investimento strategico per l'economia italiana”, ha dichiarato Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa. “Un impatto complessivo stimato in 6,1 miliardi di euro, distribuito nel tempo e nei territori, dimostra che quando il Paese sceglie di misurarsi con sfide complesse e di respiro internazionale, i benefici superano ampiamente i costi, soprattutto se si guarda alla legacy infrastrutturale, al turismo e al rafforzamento delle filiere produttive”.
Longobardi ha sottolineato l'elemento strutturale dell'impatto: “Non si tratta di una spesa concentrata in poche settimane, ma di un ciclo economico che inizia anni prima dell'evento e prosegue per decenni, grazie alle infrastrutture, alla maggiore attrattività dei territori e alla capacità di generare nuova domanda. È una lezione importante anche per il dibattito pubblico: le grandi iniziative sportive, se ben governate, non sono un lusso, ma uno strumento di politica economica”.
La spesa turistica diretta durante i Giochi è stimata sulla base di un afflusso di alcuni milioni di presenze, con una permanenza media di circa 3,2 notti. I turisti provenienti dall'estero presentano una spesa media giornaliera stimata tra 180 e 185 euro, mentre quella dei visitatori italiani si colloca intorno ai 130-140 euro. La ricettività assorbirà circa il 38-40% del totale, pari a oltre 420 milioni di euro, seguita dalla ristorazione con circa 280 milioni.
L'occupazione diretta generata dall'evento è stimata in circa 13.000 unità, cui si aggiungono occupazioni indirette con un rapporto medio di 1 a 1,8, portando il totale a oltre 36.000 unità di lavoro complessive. Il reddito medio annuo lordo associato a queste posizioni è stimato in circa 32.000 euro, con una durata media dell'impiego pari a 18 mesi.