
La fine del 2025 consegna un quadro bancario in graduale rafforzamento, con segnali che, pur senza euforia, raccontano una ritrovata vivacità del credito e una crescente propensione degli italiani a diversificare il risparmio. È quanto emerge dal rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana (Abi), che fotografa l’andamento di prestiti e raccolta nel mese di dicembre, evidenziando un’accelerazione rispetto all’autunno.
L’ammontare complessivo dei finanziamenti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,3% su base annua, un passo più sostenuto rispetto al +2,1% registrato a novembre, quando il credito alle famiglie avanzava del 2,3% mentre quello alle imprese si fermava all’1,8%.
Il dato di dicembre consolida una tendenza che, soprattutto sul fronte dei nuclei familiari, appare ormai strutturale: per le famiglie si tratta infatti del dodicesimo mese consecutivo di crescita dei prestiti, mentre per le imprese il segno più dura da sei mesi consecutivi, un elemento che suggerisce una progressiva normalizzazione dopo le tensioni vissute negli anni precedenti.
Accanto al credito, colpisce la dinamica della raccolta indiretta, vale a dire gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, che tra novembre 2024 e novembre 2025 ha registrato un incremento complessivo di 106,5 miliardi di euro. Una crescita significativa, alimentata per 35,7 miliardi dalle famiglie e per 19 miliardi dalle imprese, mentre la parte restante è riconducibile agli altri settori, tra cui imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione, a conferma di un interesse diffuso verso strumenti diversi dal semplice deposito. Anche la raccolta diretta complessiva, che comprende i depositi della clientela residente e le obbligazioni bancarie, mantiene un andamento positivo: a dicembre 2025 l’aumento su base annua è stato del 2%, in continuità con una dinamica favorevole avviata all’inizio del 2024, seppur in lieve rallentamento rispetto al +2,6% del mese precedente.
Nel dettaglio, i depositi nelle varie forme sono cresciuti del 2,1% su base annua, dopo il +2,7% di novembre, mentre la raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni ha segnato un incremento più contenuto, pari all’1,1% rispetto a un anno prima, in calo rispetto al +1,9% registrato nel mese precedente. Nel complesso, i numeri diffusi dall’Abi restituiscono l’immagine di un sistema bancario che chiude l’anno con fondamentali in miglioramento e con un equilibrio ancora delicato tra credito, risparmio e investimento, ma decisamente più solido rispetto a solo pochi trimestri fa.