
Sono ormai salite a quindici le grandi compagnie assicurative internazionali, quasi tutte europee, che hanno deciso di disinvestire dalle società di estrazione del carbone, il più inquinante tra i combustibili fossili, per un importo di venti miliardi di dollari nel corso dell’ultimo anno. È quanto si rileva dal report realizzato da Unfriend Coal, la coalizione di ong e associazioni della società civile internazionale.
Nello studio si evidenzia inoltre che un numero crescente di società del comparto assicurativo rinuncia a entrare nel business delle nuove centrali o miniere a carbone, considerato il più inquinante dei combustibili fossili e quindi massicciamente responsabile delle emissioni di gas serra che stanno provocando il surriscaldamento globale.
Zurich, il settimo assicuratore del mondo, ha annunciato la scorsa settimana che uscendo dal settore carbonifero, per contribuire a raggiungere l’obiettivo di Parigi di mantenere il riscaldamento globale al di sotto del 2° C. Decisioni che sono state già prese da Axa eAviva, mentre Swiss Re e i Lloyd’s hanno informato Unfriend Coal della loro intenzione di presentare nei prossimi mesi delle nuove politiche improntate su principi più “ambientalisti”. La prima compagnia a rivedere le strategie di investimento è stata Axa che nel 2015 aveva rinunciato a 500 milioni di dollari di asset carboniferi. Un impegno confermato l’anno scorso con la decisione ufficiale di non sostenere più nuovi progetti legati al carbone. Nessuno dei principali assicuratori americani come Berkshire Hathaway, AIG e Liberty Mutual ha al momento adottato provvedimenti in merito, secondo lo studio.