
Secondo il recente studio Equity investing: Insights into a better portfolio di Towers Watson, gli investitori istituzionali potrebbero rivedere il loro approccio nella costruzione dei portafogli azionari per poter trarre vantaggio dalle innovazioni del settore. Lo studio, sottolineando che il premio del rischio azionario rimane un driver significativo per i rendimenti, evidenzia che negli ultimi anni gli investitori hanno diversificato uscendo dall’azionario.
Secondo Towers Watson la costruzione dei portafogli azionari si è evoluta andando oltre la gestione attiva e l’investimento passivo, che riflette la capitalizzazione di mercato. Per ottenere rendimenti alternativi, generalmente ad un costo commissionale basso, è necessario considerare altre possibilità, come ad esempio soluzioni smart beta, non legate alla capitalizzazione di mercato.
Alessandra Pasquoni, Responsabile dell’attività di Investment Consulting per Italia di Towers Watson, afferma: "Le evoluzioni dei mercati azionari e dell’industria hanno portato una maggiore complessità e un ampliamento nell’offerta di prodotti e di strumenti per la costruzione dei portafogli. Non è più sufficiente investire una buona parte del portafoglio in strumenti beta e in via residuale in gestori attivi. L’investitore è chiamato oggi a sviluppare le proprie competenze nell’attività di costruzione del portfolio, o delegare questo compito a terzi".
Analogamente, è richiesta una certa abilità nella selezione dei gestori attivi, per individuare le controparti con le giuste competenze all’interno di un universo composto da migliaia di professionisti in competizione fra loro. Principio chiave è selezionare gestori attivi ove si ritenga che questi siano i migliori sul mercato, in grado di investire instrategie non replicabili in maniera più economica utilizzando soluzioni passive o smart beta. Gli investitori dovrebbero diversificare in profili di rischio e rendimento diverso, ad esempio implementando i un portafoglio long-short accanto ad uno long-only o adottando strategie più attive.
Alessandra Pasquoni prosegue: "Abbiamo fatto molta ricerca nell’ambito della selezione di gestori attivi e spesso questi fanno parte di boutique specializzate. In alcuni casi sono gestori hedge o dedicati a high-net-worth individuals, che tendono ad investire con un obiettivo di rendimento assoluto piuttosto che rispetto a indici di mercato".
Gli investitori che hanno l’obiettivo di ricavare un extra-rendimento dalla gestione attiva, possono investire in strategie di nicchia mediante mandati fortemente concentrati (10-20 titoli) all’interno di un portafoglio azionario, composto solo dalle migliori idee. Alcuni studi hanno evidenziato come i gestori spesso sono in grado di aggiungere valore dallo stock picking di titoli in cui credono, mentre lo perdono quando tengono in portafoglio titoli che non apprezzano, anche se in posizione sottopesata. Avere un portafoglio che investe solo nei titoli in cui il gestore crede e garantisce un miglior risultato rispetto ad avere un sottopeso in posizioni non volute.
Alessandra Pasquoni: "In un mondo altamente competitivo, crediamo che gli investitori dovrebbero semplificare la loro strategia (ad esempio, tramite strategie passive) o aumentare il rischio, per trarne maggior beneficio. Se da un lato questo approccio garantisce maggiori rendiment, dall’altro richiede una maggiore governance interna e una maggiore abilità nella costruzione del portafoglio. Gli investitori dovrebbero determinare quale livello di complessità meglio si addice alle loro esigenze e al loro livello di governance".