
I ritardi nei pagamenti nel Regno Unito continuano ad aumentare e spingono le aziende a concentrarsi sulla difesa della liquidità, con effetti sulla capacità di investimento. Secondo la seconda edizione dell’indagine di Coface sui comportamenti di pagamento delle imprese britanniche, condotta nel luglio 2026 su 608 aziende, l’89% degli intervistati ha registrato ritardi nell’ultimo anno.
I pagamenti arrivano in media con 34 giorni di ritardo, due in più rispetto alla precedente rilevazione, mentre i termini concessi ai clienti sono saliti a 57 giorni, sei in più rispetto allo scorso anno e tra i livelli più elevati in Europa. Alla base dei ritardi ci sono soprattutto le difficoltà finanziarie dei clienti, indicate dal 37% delle imprese, seguite dai problemi organizzativi, citati dal 26%. Il peggioramento interessa tutti i settori ed è più marcato nella carta e nel legno, nei metalli, nell’automotive e nei trasporti.
Cresce anche la preoccupazione per i prossimi mesi: il 57% delle aziende si aspetta un ulteriore aumento dei ritardi nei pagamenti nei prossimi 12 mesi, rispetto al 37% della precedente indagine, mentre il 45% prevede un peggioramento dell’economia britannica. L’allungamento dei termini pesa soprattutto sulle aziende di minori dimensioni. Un terzo delle grandi imprese concede infatti pagamenti oltre i 90 giorni, quota che scende al 12% tra micro e piccole aziende.
“L’allungamento dei termini di pagamento sta aumentando ulteriormente la pressione sulle PMI. Le grandi organizzazioni dispongono generalmente di maggiori risorse per assorbire i ritardi, mentre molte piccole imprese operano già con margini di liquidità estremamente ridotti”, osserva Benoit Urbin, Country Manager di Coface per Regno Unito e Irlanda.
L’indagine analizza anche gli effetti dell’Intelligenza Artificiale sui rapporti con i fornitori. L’80% delle imprese che utilizza l’AI dichiara che la tecnologia ha modificato il ricorso a soggetti esterni e, nella maggior parte dei casi, ha determinato un aumento dell’outsourcing anziché una sua riduzione. Coface rileva inoltre una relazione tra maggiore esposizione all’AI e aumento dei tassi di insolvenza in diversi settori, con possibili pressioni sui fornitori che incontrano maggiori difficoltà nell’adeguarsi al cambiamento tecnologico.