
Il mercato automobilistico italiano sta vivendo una trasformazione profonda, scandita da un ritmo di elettrificazione che non ha eguali nel resto d’Europa. Secondo l’analisi elaborata da Segugio.it sulla serie storica 2023-2026, più di sei nuove auto su dieci immatricolate a gennaio 2026 sono ibride.
Un risultato che segna un incremento di 12,3 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2025 e che porta la quota complessiva al 60,9%, confermando il ruolo centrale di questa tecnologia nella transizione energetica del Paese.
A trainare la crescita sono soprattutto le ibride tradizionali (HEV), che includono mild e full hybrid e rappresentano da sole il 52,1% delle nuove immatricolazioni. Ma il dato più sorprendente riguarda le plug-in hybrid (PHEV), protagoniste di un’espansione a tre cifre che le porta all’8,7%. Prosegue anche la diffusione delle auto completamente elettriche (BEV), che raggiungono il 6,6%, pur restando lontane dalla media europea del 19,3%.
Il confronto con gli altri Paesi europei restituisce un quadro netto: l’Italia è oggi il mercato con la più alta incidenza di immatricolazioni ibride, superando la Spagna (60,7%) e distanziando Francia (52,6%) e Germania (41,2%). Una leadership che, tuttavia, non si riflette sul fronte delle elettriche pure, dove il divario con l’Europa rimane ampio.
La diffusione dell’ibrido non è omogenea sul territorio.
I dati dell’Osservatorio Assicurativo di Segugio.it, basati su centinaia di migliaia di preventivi richiesti dagli utenti nel gennaio 2026, mostrano una forte polarizzazione: Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta guidano la classifica delle regioni più “ibride”, mentre Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia registrano una penetrazione più contenuta. A incidere sono fattori strutturali, come la distribuzione disomogenea delle infrastrutture di ricarica e il costo dell’energia elettrica per l’uso domestico, che continua a rappresentare un ostacolo per molte famiglie.
Anche l’età degli automobilisti influisce sulle scelte di alimentazione. Le vetture ibride risultano particolarmente diffuse tra i 25 e i 34 anni, seguiti dalla fascia 35-44. La propensione diminuisce progressivamente nelle generazioni più mature e tocca il minimo tra i più giovani, per i quali il costo d’acquisto rimane un elemento penalizzante rispetto ai veicoli tradizionali.
In questo scenario, il commento di Emanuele Anzaghi, Amministratore Delegato di Segugio.it, sintetizza la direzione del mercato: “Stiamo assistendo a un'accelerazione dell'elettrificazione del parco auto nazionale, trainata soprattutto dall'ibrido, che rappresenta oggi una soluzione di equilibrio tra costi di accesso e benefici in termini di consumi e impatto ambientale. Riteniamo che questa tecnologia abbia ancora ampi margini di crescita, considerando la penetrazione ancora limitata in alcune aree del Paese e in diversi segmenti demografici”.
L’ibrido, dunque, si conferma la tecnologia ponte che sta ridisegnando il parco circolante italiano.